Martina Vincenti, la tipografa toscana che stampa e salva i caratteri mobili

Ho “incontrato” Martina per puro caso grazie a Instagram: qualcuno l’aveva taggata e a me aveva incuriosito il suo nome utente, @latipografa_toscana. Così, dopo aver curiosato un pò sul suo profilo, sono andata direttamente a trovarla, a San Miniato (PI), per scoprire chi è davvero Martina Vincenti, la tipografa toscana che non solo stampa, ma salva i caratteri mobili dalla spazzatura, letteralmente.

Continuo così a raccontare storie di progetti creativi legati alla mia regione, che mi portano in giro ma che soprattutto mi permettono di conoscere storie che meritano di essere raccontate.

Gli studi e gli inizi come graphic designer

Dopo il liceo, Martina si è buttata sull’università ma è arrivata subito un’offerta di lavoro come graphic designer da Oliviero Toscani, fotoreporter, giornalista e pubblicitario dirompente: insomma, uno che di comunicazione se ne intende. Quale miglior occasione per Martina?

Lascia quindi l’università, certa che poi un giorno l’avrebbe finita con calma – solo che poi le cose non vanno come immagini, e Martina, l’università, non la finirà. Ma facciamo un passo alla volta.

Piano piano inizia anche a insegnare nelle scuole, girando mezza Toscana e portando con sé il suo amore per la grafica e tutto quello che aveva imparato.

Poi succede che l’Universo ti si piazza davanti e ti offre un’opportunità: Martina partecipa ad un workshop in una tipografia e qualcosa scatta; forse il semino si è piantato in lei inconsapevolmente, senza che neanche se ne rendesse conto.

Torna più volte in quella tipografia a stampare alcuni progetti grafici che lei stessa aveva ideato, e piano piano il richiamo di questo mondo, l’odore del legno dei caratteri, mischiato a quello degli inchiostri e della carta appena tagliata funzionano come il canto delle Sirene per Ulisse.

Ascoltare l’Universo e ascoltare se stessa

Martina si ritrova così, divisa tra l’essere graphic designer, insegnante a scuola e questa passione che la tira verso il mondo della tipografia. Come fare a trovare una risposta? Come capire cosa fare?

Ci pensa l’Universo a darle le risposte. Martina prepara il suo zaino e si imbarca per la Sardegna (e qui c’è di nuovo lo zampino dell’Universo che l’ha messa sul mio cammino), da sola, alla ricerca di risposte, ma anche di bellezza.

Prima ancora di tornare sul continente aveva già deciso, l’Universo le aveva fornito le risposte che cercava, come succede a chi sa ascoltare: avrebbe lasciato il suo lavoro da insegnante e avrebbe investito in questa cosa della tipografia, forte anche del suo background come graphic designer.

Appena rientra da quel viaggio in Sardegna comincia ad acquistare il torchio per la stampa, i primi caratteri, la carta e gli inchiostri, e nasce così la tipografa toscana.

Non solo stampa, ma anche recupero: Martina salva i caratteri mobili dalla spazzatura, letteralmente

La sua mission è tremendamente chiara:

L’obiettivo è preservare una tecnica di stampa antichissima, nata grazie a Gutenberg nel Quattrocento. La tiratura è sempre limitata. Il risultato è sempre unico.

Giro per le tipografie del Paese in cerca di tesori nascosti. Recupero. Archivio. Progetto. Stampo.

(dal suo sito web latipografatoscana.it)

Quello di Martina non è un semplice lavoro di stampa, dietro c’è molto altro.

C’è un enorme lavoro di recupero e di salvataggio dei caratteri mobili: Martina gira per mezza Italia tra tipografie e mercatini alla ricerca di interi alfabeti, che spesso vengono gettati della spazzatura, o venduti ai mercatini smembrandoli e distruggendo la completezza dell’alfabeto.

Grazie a qualche “soffiata”, Martina si mette in macchina e va alla ricerca di questi caratteri, in legno o piombo, per salvarli dalla distruzione prima che sia troppo tardi – e qualche volta, purtroppo, è troppo tardi.

Una volta rientrata procede alla pulizia, poi alla catalogazione e archiviazione degli stessi: ad oggi infatti ha una collezione immensa di caratteri, di cui, i più vecchi, risalgono all’Ottocento.

Il lavoro artigianale di Martina, la tipografa toscana

Quello di Martina è un lavoro artigianale, fatto di manualità: ogni pezzo è unico e irripetibile.

Le frasi e le parole soggette delle sue stampe (principalmente su carta, ma anche su cotone) sono scelte dal dialetto, non solo toscano, dai modi di dire, dalla lingua parlata, o scelte su commissione dai clienti per un lavoro personalizzato. Anche se, se fosse per lei, stamperebbe tutto il cantautorato italiano, ma deve fare i conti col copyright!

Tra le frasi che più mi hanno colpito ci sono sicuramente Dante e il suo canto XXXIII, L’amor che move il sole e l’altre stelle; Doos losss ramatos (per gli amanti di Pieraccioni e Ceccherini); When life gives you lemons, make lemonade; il poster reversibile Sticazzi/Mecojoni; Il mare mezzo pieno, una poesia di Andrea Melis; oppure l’ironia della frase Le salsicce sempre dispari, come le rose.

Dopo aver scelto la frase, sceglie i caratteri con cui stampare e va a comporre la stampa, ricordandosi che si scrive alla rovescia, da destra verso sinistra. Poi si sceglie la carta e il colore dell’inchiostro che, dopo essere stato steso, viene raccolto dal piccolo rullo che va passato sui caratteri, colorandoli.

Dopo aver fermato la forma di stampa coi margini (e si misura tutto un punti, non centimetri!), procede alla prima stampa, che effettivamente è una bozza. Corregge poi con la matita gli errori commessi: errori di posizione del carattere, errori nella pressione del rullo, nella disposizione dei caratteri all’interno del poster.

Poi sistema gli errori, inchiostra di nuovo i caratteri e procede con la seconda stampa. E va avanti così finché non è soddisfatta. A quel punto prende la stampa definitiva e la tende ad asciugare per 2-3 giorni (anche 5-6 giorni per asciugare il cotone), anche se il tempo di asciugatura dipende dall’inchiostro stesso e anche dall’umidità dell’aria, per esempio.

Come imparare il mestiere artigiano di Martina

Prima della pandemia e di tutto quello che ne è conseguito, Martina organizzava workshop e corsi giornalieri in tipografia per insegnare alle persone il suo lavoro, proprio come ha fatto con me!

Adesso sta piano piano riprendendo anche questi eventi in presenza, con tutte le precauzioni necessarie, per poter tornare ad insegnare quello che ama fare.

Martina è una che ama quello che fa, e ama trasmetterlo, le piace il contatto con le persone e le piace che la sua tipografia sia viva, che si riempia di gente e di storie da poter tradurre in poster.

Martina è una che crede nell’Universo e nei segnali che questo le manda; è una dal carattere deciso, ma soprattutto è una a cui brillano gli occhi quando parla dei suoi caratteri e dei km che si fa, anche di notte, per andare a recuperarli.

Mi piace pensare che sia l’Universo ad aver incrociato le nostre strade: parlando per quasi tre ore, tra un caffè e un pasticcino (e chissenefrega della dieta!), abbiamo scopetto di avere tantissime cose in comune, a partire proprio da quella Sardegna che, a lei come a me, ogni volta riesce a dare le risposte che cerchiamo.

Sappiate che quando acquistate un poster di Martina, non state solo pagando per l’enorme lavoro artigianale che c’è dietro. State anche apprezzando e sostenendo il lavoro altrettanto enorme di recupero, pulizia e archiviazione dei caratteri mobili.

È di questa bellezza che parlo quindi dico che un giorno la bellezza, l’arte e la poesia ci salveranno.

 

Dove trovare Martina Vincenti, la Tipografa toscana

via Grazia Deledda 8, 56028 San Miniato (PI)

Shop online www.latipografatoscana.it

Instagram: @latipografa_toscana

 

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