Cammino materano: 170 km a piedi sulla via Peuceta da Bari a Matera

Nov 16, 2022 | DESTINAZIONI, europa, italia, puglia

Tutto quello che serve sapere per organizzare il cammino materano: le tappe, la guida ufficiale e tutte le informazioni utili.

Questo articolo è più che mai frutto della mia esperienza personale: ho percorso la Via Peuceta del cammino materano da Bari a Matera in 7 giorni di viaggio lento, per un totale di 170 km a piedi dalla basilica di San Nicola di Bari fino ai Sassi di Matera nell’ottobre 2022.

Tutte le informazioni contenute in questo articolo derivano dalla mia esperienza diretta e sono aggiornate al 2022.

cammino materano, via peuceta da Bari a Matera

Le tappe del cammino materano

Prima di iniziare a scoprire tappa per tappa, ecco quanto è lungo il cammino materano: si tratta di 170 km circa da Bari alla Città dei Sassi, con una media di 25 km al giorno.

L’aspetto interessante della via Peuceta è la sua bidirezionalità. Può essere infatti percorso in entrambe le direzioni: da Bari verso Matera e viceversa. Per non perdersi è sufficiente seguire la segnaletica poiché:

  • la freccia gialla indica sempre la direzione verso Matera;
  • quella verde invece dà la direzione verso Bari.

cammino materano, via peuceta da Bari a Matera

Le tappe della via Peuceta

La via Peuceta ci accompagna dal mare fino al cuore del sud Italia, Matera: dopo aver lasciato alle spalle la città di Bari si attraversano le campagne e le olivete circostanti per raggiungere le tappe intermedie e, dopo l’ultima salita, la Città dei Sassi.

  1. Bari – Bitetto > 17 km
  2. Bitetto – Cassano delle Murge > 25 km
  3. Cassano delle Murge – Santeramo in Colle > 22 km
  4. Santeramo in Colle – Altamura > 23 km
  5. Altamura – Gravina > 20 km
  6. Gravina – Santuario di Santa Maria Picciano > 30 km
  7. Santuario di Santa Maria Picciano – Matera > 30 km.

La partenza da Bari

L’inizio ufficiale della via Peuceta è la Basilica di San Nicola, santo patrono di Bari, nonché primo sigillo da apporre sulla credenziale, nel cuore di Bari vecchia.

L’uscita da Bari è forse il tratto peggiore del cammino, sia per la pericolosità del percorso (dovendo camminare su una strada a scorrimento veloce), sia per i paesaggi non propriamente piacevoli. Per questo motivo tante persone scelgono di prendere il treno da Bari a Modugno e iniziare a camminare proprio da Modugno.

Inoltre, in questo primo tratto del cammino si trova molta spazzatura nelle campagne: man mano però che ci si allontana da Bari la spazzatura diminuisce in modo proporzionale.

Cosa vedere a Bari prima di partire

  • Basilica di San Nicola, punto di partenza della via Peuceta del cammino materano e uno dei massimi esempi di architettura romanica pugliese;
  • Via dell’arco basso, detta anche la via delle orecchiette, dove si trovano Nunzia e le altre signore che ogni giorno fanno le orecchiette in strada;
  • Castello normanno – svevo, costruito per volere di Federico II;
  • Largo Albicocca, una piazzetta nel cuore di Bari vecchia che ormai è diventata simbolo della riqualificazione urbana di questa zona della città.

Cosa mangiare assolutamente la prima volta a Bari

  • l’originale focaccia barese in uno dei panifici storici come Fiore oppure il panificio Santa Rita;
  • panzerotti e sgagliozze in Largo Albicocca, rigorosamente fritti in piazzetta;
  • taralli e orecchiette, simboli della cucina barese;
  • una Peroni al Chiringuito, un chioschetto al mercato del pesce N’ dèrr’a la lanze.

Bari – Bitetto: tappa 1

Il cammino materano inizia con una tappa decisamente semplice e più corta rispetto alla media giornaliera di tutta la via Peuceta.

Cosa vedere lungo il percorso per Bitetto

  • Santuario della Madonna della Grotta, un antico santuario rupestre all’interno del quale la cappella per le funzioni religiose è situata proprio all’interno di una grotta;
  • Casale medievale di Balsignano, nel territorio di Modugno, risalente all’epoca bizantina, è un insediamento rurale raccolto in mura di confine all’interno del quale troviamo il castello, la chiesa, le tombe (biglietto di ingresso €5).

Cosa vedere a Bitetto

  • Santuario del Beato Giacomo che accoglie le reliquie del Beato quasi perfettamente intatte, nonostante sia morto alla fine del Quattrocento;
  • Santa Maria La Veterana, chiesa famosa per gli affreschi di scuola giottesca;
  • Cattedrale di San Michele Arcangelo con la cupola ben visibile a km di distanza;
  • Museo della Devozione e del Lavoro, situato nei locali adiacenti al Santuario del Beato Giacomo, si tratta di un museo dedicato al racconto della vita passata della popolazione locale;
  • Sedile, situato di fronte alla Cattedrale, è l’antica sede comunale di Bitetto.

Bitetto – Cassano delle Murge: tappa 2

La seconda tappa è molto più impegnativa della precedente, non solo per la lunghezza del tragitto ma anche per la monotonia dei paesaggi che si attraversano.

Cosa vedere a Cassano delle Murge

  • Santuario di Santa Maria degli Angeli, situato su una collina adiacente al centro di Cassano delle Murge, è necessario fare una deviazione per raggiungerlo.

Cassano delle Murge – Santeramo in Colle: tappa 3

Questa che porta a Santeramo è una tappa facile e poco impegnativa: Santeramo è molto rinomata in zona per la tradizione della carne e per la presenza di numerose bracerie e fornelli pronti, ovvero macellerie con spiedo e brace per la cottura immediata e in loco della carne.

Cosa mangiare a Santeramo

  • frattaglie, ovvero le parti meno nobili di agnello, vitello e maiale;
  • bombette, involtini di capocollo di maiale ripieni;
  • gnumredd, bocconi di interiora di fegato di agnello e/o capretto legati in budello;
  • zampina, salsiccia di carne mista e condita.

Santeramo in Colle – Altamura: tappa 4

Da non perdere lungo il percorso è Masseria Scalera, un’azienda agricola che viene gestita da Mariantonietta Scalera e dal padre Vito: Mariantonietta è stata definita la pastora più giovane d’Italia, una ragazza che dopo aver trascorso un periodo di studio e lavoro in Olanda, ha scelto di tornare in Puglia e prendere in mano le redini dell’azienda di famiglia.

Patria del pane di Altamura DOP (da provare all’Antico Forno di Santa Chiara) e delle tette delle monache (da assaggiare alla Pasticceria Monastero di Santa Chiara), Altamura è la destinazione di arrivo di questa quarta e semplice tappa.

Cosa vedere ad Altamura

  • Cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita per volere di Federico II;
  • Museo dell’Uomo di Altamura, dedicato alla scoperta dell’Uomo di Altamura e alla storia degli uomini primitivi;
  • Il centro storico di Altamura, pieno di vicoli e piazzette in cui passeggiare.

Altamura – Gravina: tappa 5

La quinta tappa della via Peuceta porta a Gravina, una città dall’animo rupestre che sorge proprio su una gravina caratterizzata da vegetazione.

Cosa vedere a Gravina in Puglia

  • Il Ponte Acquedotto che conduce a Gravina;
  • Gravina sotterranea: la città è piena di cunicoli sotterranei scavati nella calcarenite che è possibile attraversare facendo la visita guidata;
  • Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta.

Gravina – Santuario di Santa Maria Picciano: tappa 6

La tappa che porta al Santuario di Santa Maria Picciano è complicata e passa attraverso il Bosco Difesa Grande: una volta completata la tappa, non si troverà granché perché ci sono solamente il santuario e il piccolo borgo ai suoi piedi.

Qui non ci sono né ristoranti, né strutture ricettive: le uniche soluzioni sono la Masseria La Fiorita (qualche km dopo il santuario) e la Masseria Santa Maria che è stata inserita all’interno del circuito del cammino materano solo nell’agosto 2022 per offrire ai viandanti un punto ristoro intermedio e poter così spezzare i 30 km di questa tappa in due giornate.

Santuario di Santa Maria Picciano – Matera: tappa 7

La tappa conclusiva che porta a Matera è anch’essa impegnativa. Esistono però due versioni di questa tappa: quella ufficiale di 30 km e la variante breve di 19 km. Città dei Sassi e patrimonio UNESCO, Matera accoglie il pellegrino al termine di questo cammino lungo le vie più autentiche della Peucezia e offre come ricompensa una vista privilegiata sui suoi Sassi.

Come funziona il cammino materano

Si tratta di un percorso di 6 vie nel cuore del sud Italia. Fa parte della Rete dei Cammini del Sud, un progetto nato nel 2015 di cui il Cammino Materano è socio fondatore e che mira a

promuovere lo sviluppo dei territori e della comunità locali tramite il sistema dei cammini e degli itinerari culturali. […] L’obiettivo è quello di creare una interconnessione di vie, strutturate e funzionanti, osmotiche non solo dal punto di vista fisico, ma anche della progettazione e delle buone pratiche.

Il cammino materano si presenta come una valida opzione per tutte quelle persone che prediligono un turismo lento e sostenibile, e che scelgono di scoprire il territorio lentamente, partendo dalla terra e dalle persone che si incontrano per arrivare a conoscere così i luoghi che si attraversano.

Le 6 vie del cammino materano

Il cammino materano è composto in realtà da 6 diverse vie che portano tutte a Matera ma che hanno diverse partenze, durate e difficoltà. Ecco le 6 vie del cammino materano:

  • Peuceta – da Bari a Matera – 168 km – 7 giorni: la via che ho percorso io e la più battuta dai pellegrini in viaggio verso Matera;
  • Ellenica – da Brindisi a Matera – 290 km – 7+7 giorni;
  • Sveva – da Trani a Matera – 200 km – 8 giorni;
  • Jonica – da Finibus Terræ a Matera – 300 km – 10 giorni;
  • Lucana – da Paestum a Matera – 400 km – 22 giorni;
  • Dauna – da Termoli a Matera – 400 km – 22 giorni.

Al momento le uniche due vie aperte e percorribili in autonomia sono la via Peuceta e la via Ellenica.

Timbri, credenziale e testimonium

La credenziale del pellegrino è un vero e proprio passaporto che attesta lo status di viandante: all’interno, oltre ai dati personali, si devono apporre i timbri che testimoniano il passaggio del pellegrino. Inoltre, è necessaria per poter usufruire di tariffe ridotte in alloggi e ristoranti, e viene consegnata dietro pagamento di un donativo – il cammino infatti si autofinanzia grazie alle donazioni dei pellegrini.

I timbri sono presenti in tutte le tappe e si possono trovare presso l’alloggio prescelto, la cattedrale del paese, dal referente di tappa, in alcuni casi li hanno anche i ristoranti che fanno parte del circuito e nei bar centrali.

Infine, il testimonium è un attestato che certifica il completamento del cammino. Ovviamente, essendo percorribile in entrambe le direzioni, si può richiedere sia a Matera che a Bari: i due testimonia sono però diversi perché rispecchiano i due diversi modi di vivere il cammino, dal mare verso il cuore del sud Italia oppure dall’interno verso i porti di imbarco per l’Oriente.

n.b. Il testimonium va richiesto al referente di tappa a Matera o Bari con qualche giorno di preavviso e viene consegnato dietro pagamento di €3.

I referenti di tappa e il trasporto zaino

Ogni tappa ha il suo comitato a cui fa capo il referente: sono gruppi volontari che curano le singole tappe del cammino materano, preoccupandosi della manutenzione e dell’ottimizzazione di ciascuna tappa, sotto tutti i punti di vista.

Il referente di tappa è colui che si mette a completa disposizione dei pellegrini in caso di necessità di vario genere. Ecco l’elenco dei referenti di tappa e i loro contatti:

  • Bari > Michele Montaruli – 347 7071064;
  • Bitetto > Ester Giglione – 340 6051347 – bitetto.viapeuceta@gmail.com;
  • Cassano delle Murge > Paolo Racano – 388 6074723 – cassano.viapeuceta@gmail.com;
  • Santeramo in Colle > Giuseppe Difonzo – 338 9980586 – santeramo.viapeuceta@gmail.com;
  • Altamura > Giovanni Fratusco – 328 9254928 – altamura.viapeuceta@gmail.com;
  • Gravina in Puglia > Leo Picciallo – 339 7943945 – gravina.camminomaterano@gmail.com;
  • Picciano > Marialaura Castoro – 327 7084471;
  • Matera > Antonio Centonze – 328 6481954 – matera.camminomaterano@gmail.com.

Inoltre, in ogni tappa sono disponibili anche dei ragazzi che si occupano del trasporto zaini fino alla tappa successiva: il trasporto viene organizzato per un minimo di 4-5 zaini al costo di €10 ciascuno.

Dove dormire lungo il cammino materano

Esistono opzioni diverse in cui è possibile dormire lungo il cammino materano (è necessario avere la credenziale e dimostrare quindi di essere un pellegrino):

  • accoglienza domestica: alcune persone accolgono i pellegrini nella propria casa, solo ed esclusivamente per il piacere di ospitarli, e in cambio chiedono solo una semplice donazione che deve essere sempre libera e volontaria. Capita che venga messo a disposizione solo il posto letto quindi è bene dotarsi di sacco a pelo;
  • accoglienza religiosa: lungo la via Peuceta è possibile alloggiare al Santuario di Santa Maria Picciano chiedendo ospitalità a Don Michele. Chi sceglie di sostare in strutture come questa deve attenersi e rispettare le regole del santuario in termini di orari e di condotta;
  • ostelli, masserie e b&b: diversi ostelli, b&b e masserie hanno scelto di far parte del circuito del cammino materano e quindi offrono soluzioni di alloggio per i pellegrini a prezzi ridotti – dietro esibizione della credenziale.

È sempre consigliato chiamare per tempo e prenotare la struttura prescelta per assicurarsi non solo della disponibilità ma anche della fornitura o meno di lenzuola e asciugamani, nonché della colazione.

Dove ho dormito durante il cammino

Ecco le soluzioni di alloggio che ho scelto durante il mio cammino materano:

  • Bari > Ostello Habari We Dorm (mi è piaciuto molto, lo consiglio);
  • Bitetto > Casa Ester (accoglienza favolosa e Ester è una persona squisita, davvero consigliato);
  • Cassano delle Murge > A casa della nonna b&b (enorme, praticamente avevamo un intero appartamento a disposizione);
  • Santeramo in Colle > Masseria Galietti (soluzione che consiglio solo a chi è estremamente disposto ad adattarsi, tanto);
  • Altamura > Ostello Casa Xenia (ottima soluzione, Giovanni è stato molto disponibile e accogliente, lo consiglio);
  • Gravina > Duca Orsini b&b (purtroppo non mi sono sentita particolarmente accolta);
  • Picciano > Masseria La Fiorita (bella soluzione di alloggio in masseria, molto conviviale);
  • Matera > non ho alloggiato a Matera perché dopo la conclusione del cammino sono ripartita subito.

Dove mangiare: il menù del pellegrino

Dicono che il cammino materano sia l’unico cammino da cui si torna ingrassati invece che dimagriti. Ed effettivamente non potrebbe essere altrimenti: l’ospitalità a tavola dei pugliesi è cosa nota e risaputa, per cui non c’è proprio bisogno di preoccuparsi sui pasti.

In ogni caso, grazie alla credenziale, si ha la possibilità di mangiare in alcuni ristoranti e trattorie che hanno scelto di aderire al circuito del cammino offrendo ai viandanti il menù del pellegrino a prezzo fisso di circa €15 per antipasti vari, un primo piatto e acqua.

È importante sapere che tra una tappa e l’altra non ci sono centri abitati per cui è necessario portarsi il pranzo a sacco e tutto il fabbisogno per la giornata di cammino (solo in alcune tappe si trovano dei punti ristoro, di cui parliamo più avanti).

Informazioni utili per fare il cammino materano

Prima di partire per il cammino è necessario rispondere a qualche altra domanda sull’equipaggiamento, la segnaletica, il periodo migliore per affrontarlo e altre questioni.

Cosa mettere nello zaino?

Preparare lo zaino giusto non è semplice, anzi! Pare siano necessari diversi tentativi prima di riuscire a preparare lo zaino perfetto. Ma ci sono alcune indicazioni molto importanti di cui tener presente quando si fa lo zaino per il cammino, soprattutto se è la prima volta.

Lo zaino deve avere una capienza tra i 30 e i 40 litri e non deve superare il 10% del proprio peso corporeo (in generale si consiglia uno zaino di 7-8 kg massimo, meglio se però risulta più leggero).

Ecco una lista dello stretto necessario da mettere nello zaino – la lista va adattata in base alla stagione in cui si decide di partire:

  • Calzini anti vesciche
  • Scarpe da escursionismo
  • Intimo
  • Pantaloni corti e/o lunghi
  • Magliette
  • Felpa
  • Piumino
  • Antivento e/o antipioggia
  • Telo doccia
  • Infradito
  • Crema solare e cappellino
  • Shampoo, balsamo e sapone solidi
  • Saponetta per bucato
  • Spazzolino e dentifricio
  • Deodorante
  • Fazzolettini e salviette umide
  • Borraccia
  • Compeed, ago, accendino e un gel/crema defaticante per i muscoli tipo Voltaren.

Servono scarpe da trekking?

L’utilizzo delle scarpe giuste fa la differenza nell’affrontare un cammino di 170 km circa. La scelta delle scarpe viene determinata dalla tipologia di fondo delle strade che si andranno a percorrere: il cammino materano ha un 55% di fondo asfaltato e il restante 45% sterrato.

Le scarpe da escursionismo e nello specifico da trekking sono un’ottima scelta ma è bene anche ricordare che dovendo affrontare più di metà cammino su asfalto, la scarpa da trekking può risultare molto dura e dannosa per chi ha le ginocchia deboli o i tendini facilmente infiammabili (come me).

In questo caso l’utilizzo di scarpe morbide tipo running (con una bella suola morbida, in gomma e alta) può essere una valida soluzione e quindi si consiglia di valutare l’opzione di mettere nello zaino due paia di scarpe: quella da trekking e quella running in modo da poterle alternare all’occorrenza.

È importante anche sapere che non si parte mai con scarpe nuove, ma devono aver prima affrontato almeno una cinquantina di km per essere ammorbidite e modellate sulla fisionomia del piede.

È necessario allenarsi per poterlo affrontare?

Il cammino materano viene spesso considerato molto facile e consigliato quindi come primo cammino per chiunque: non è del tutto vero. Ciascuno di noi ha un rapporto col proprio corpo diverso e il limite di sopportazione della fatica e anche dei dolori è diverso per ciascuno di noi.

Per questo motivo la parola d’ordine deve essere consapevolezza: è necessario conoscere bene il proprio corpo, sapere fin dove ci si può spingere senza farsi male, conoscere i punti deboli, sapere quando è il caso di fermarsi.

Il corpo umano è progettato per percorrere una ventina di km al giorno, ma non tutti sono in grado di affrontare 20 km al giorno – con uno zaino di 7-8 km sulle spalle. Per cui sì, è necessario essere allenati per poterlo affrontare, avere una vita attiva dal punto di vista fisico, essere abituati a camminare per così tanti km e a portare tanti kg sulle spalle.

Non bisogna sottovalutare il cammino: questo purtroppo è l’errore che viene fatto molto spesso.

Quando fare il cammino materano?

Sicuramente la primavera e l’autunno sono le stagioni migliori per affrontare il cammino materano: le temperature praticamente perfette e la fioritura della natura permettono di godere pienamente di questa esperienza.

L’estate invece è da sconsigliare perché le temperature arrivano anche oltre i 35° e non sono sempre presenti fonti di acqua o punti ristoro lungo il percorso, rendendo quindi il cammino fin troppo impegnativo.

Come funziona la segnaletica sul cammino?

La segnaletica sulla via Peuceta del cammino materano è ben organizzata e visibile, in entrambe le direzioni. Quando si cammina in natura si deve ricercare la segnaletica orizzontale in vernice, nei centri abitati invece gli adesivi.

Per questo motivo è un cammino percorribile in gruppo, in coppia ma anche da soli: in caso di disorientamento è sempre bene chiedere a qualcuno del posto le indicazioni per la cattedrale del paese.

In ogni caso, chi preferisce avere a diposizione anche le tracce GPS per una maggiore sicurezza, può farlo dal sito ufficiale del cammino materano.

Ci sono fonti di acqua e punti di ristoro lungo il cammino?

Ecco una lista tappa per tappa con punti ristoro e fonti di acqua sul cammino materano – dove sono presenti:

  • Bari – Bitetto: Janfko Country Jam, al km 9.2 dopo il Santuario della Madonna della Grotta;
  • Bitetto – Cassano: non ci sono fonti d’acqua;
  • Cassano – Santeramo: Masseria Ruotolo, al km 5.7, dotata di bar (334 2347202), Masseria Amicizia (080 763393) e Arome Punto Sosta, al km 7.4, dotato di bar;
  • Santeramo – Altamura: Masseria Scalera, al km 14.2, è possibile anche pranzare, ma è necessario avvisare al 329 5885445;
  • Altamura – Gravina: Masseria Casalia, al km 7.4 (371 3792853);
  • Gravina – Picciano: non ci sono fonti di acqua, è quindi necessario portarsi dietro almeno 2-3 lt di acqua a testa;
  • Picciano – Matera: Stazione di Servizio Sergio Petroli (388 8320258).

Il cammino materano si percorre solo a piedi?

Il cammino materano è una tipologia di viaggio lento che può essere percorso non solo a piedi, ma anche a cavallo o in bicicletta.

La guida del cammino materano

Tutto quello che ti serve conoscere, oltre a questo articolo, per organizzare al meglio il cammino materano sono le fonti ufficiali:

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La mia esperienza sul cammino materano

Concludo con alcune considerazioni personali che vorrei fare e che penso possano portare un valore aggiunto a questa guida.

  • Questo è un cammino che mette a dura prova, non solo fisicamente ma soprattutto mentalmente: si percorrono lunghi tratti in silenzio e se non si è abituati a stare da soli, a controllare la mente e i propri pensieri si potrebbe avere qualche difficoltà in più. Camminare costringe a fare i conti con se stessi e bisogna essere pronti e disposti a farlo.
  • Come già detto, non lo consiglio come primo cammino a meno che non venga affrontata un’adeguata preparazione fisica prima di partire: credo che venga spesso sottovalutato.
  • L’aspetto migliore, forse, sono stati gli incontri che ho fatto sulla strada: tutte le persone che ho incrociato e con cui ho interagito si sono rivelate dai modi gentili ed estremamente disponibili.

 

Per il racconto giornaliero tappa per tappa, esiste una prima parte e una seconda sul mio profilo Instagram e se ti interessano particolarmente i cammini, leggi il racconto del mio cammino social in Sardegna, 75 km a piedi da Porto Pollo a Olbia.

 

*Questo articolo fa parte del progetto Priscio di Puglia.

 

Chi sono

Giulia Maio, travel blogger dal 2015, fiorentina doc dal cuore sardo.

Mi occupo di promozione del territorio, italiano ed estero.

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