Costa Verde e penisola del Sinis: viaggio nell’ovest Sardegna con Flag Pescando

I territori della Costa Verde e della penisola del Sinis in Sardegna costituiscono il cuore dell’ovest dell’isola, un territorio selvaggio e fortemente legato all’acqua in tutte le sue forme (lagune, stagni e ovviamente mare).

Tra le cose da fare nell’ovest Sardegna non deve quindi mancare un itinerario nel Sinis e Costa Verde, alla scoperta di tutte quelle unicità che questo territorio orgogliosamente possiede.

Alla scoperta della Costa Verde in Sardegna

Quando ho ricevuto l’invito di Flag Pescando per scoprire insieme a loro la Costa Verde in Sardegna e parte della penisola del Sinis sono stata felicissima di accettare e prendere parte al festival Pescatori di Borghi.

Pescatori di Borghi è un festival dedicato a incontri, degustazioni, visite e laboratori per far conoscere il settore della pesca e l’importanza che questo ha nell’economia di questa zona.

L’azione di Flag Pescando in Costa Verde e penisola del Sinis in Sardegna

L’associazione Flag Pescando Sardegna Centro Occidentale è stata costituita nel 2016 e opera sui 123 km di costa che vanno dal territorio del comune di Arbus a quello di Cuglieri.

Questa associazione opera nell’ambito dei FLAG, ovvero Fisheries Local Action Groups, cioè gruppi di azione locale nel settore della pesca che delineano progetti e strategie di sviluppo per aiutare concretamente i territori che si affacciano sulle coste e accompagnarli verso una transizione ambientale, economica e sociale che punti dritto alla sostenibilità.

Nel caso specifico del Flag Pescando che opera su questo tratto di costa centro occidentale della Sardegna l’obiettivo è quello di aumentare non solo la produzione del settore ittico, ma anche le risorse umane che lavorano proprio in questo settore e in tutte le altre attività connesse, mantenendo intatto il valore paesaggistico, marittimo e lagunare che questi territori hanno.

Visitare la Costa Verde in Sardegna

Se ti stai chiedendo dove si trova la Costa Verde in Sardegna sappi che si tratta del territorio di costa compreso nel comune di Arbus (poco meno di 50 km di costa).

Ecco la mappa della Costa Verde in Sardegna.

Questo tratto di costa è caratterizzato dalla presenza di ambienti lagunari come Is Menas e la laguna di Marceddì e un’esposizione pressoché costante al maestrale che quindi favorisce un tipo di turismo molto wild (per appassionati di surf, windsurf, ma anche trekking).

Iniziamo il nostro viaggio nell’ovest Sardegna con la scoperta di cosa vedere in Costa Verde in Sardegna, dal punto di vista storico, naturalistico e culturale.

Museo del coltello sardo di Arbus

Il Museo del coltello sardo nasce ad Arbus nel 1996 da un’idea di Paolo Pusceddu, maestro coltellinaio che vanta la creazione del coltello più grande del mondo e del più pesante al mondo.

Il museo nasce in realtà dalla collezione privata del maestro coltellinaio che nel corso del tempo ha raccolto numerosissimi coltelli sardi (circa 250).

Tra questi si trovano pezzi unici che raccontano tradizione e cultura di questa isola magica come il Pint’e Coccoi, un piccolo coltellino che il fidanzato regalava alla fidanzata come parte del corredo nunziale, o la lametta del contadino e il coltello del minatore.

Museo multimediale della miniera di Ingurtosu e Pozzo GAL

Questo museo, situato in località Ingurtosu a pochi km da Arbus, è dedicato agli uomini, donne e bambini che hanno lavorato in questa miniera, alle loro famiglie e alla loro testimonianza.

La miniera di Ingurtosu fu aperta nel 1858 da una società franco-spagnola e poi chiusa nel 1991: nel corso del tempo ci hanno lavorato più di 5000 persone, anche donne e bambini; più della metà sono morte a causa della silicosi, della malaria e di incidenti avvenuti in miniera.

Per questo motivo infatti questa valle è stata definita valle delle anime.

Il museo è visitabile nel periodo estivo da giugno ad ottobre. Consiglio davvero tanto questa visita per conoscere il mondo dei minatori, la storia di questa miniera e di tutte le persone che con questa hanno avuto a che fare.

Laguna di Marceddì

Tra le cose da fare in Costa Verde in Sardegna c’è la visita alla laguna di Marceddì, una laguna scavata dalle mareggiate del maestrale.

Dall’attività di pesca in questa laguna traggono sostentamento più di 130 famiglie, che vivono proprio sulle rive di questo ambiente lagunare.

Il mio consiglio è quello di arrivarci al tramonto per godere dei colori caldi sulla laguna, che la rendono un paesaggio davvero autentico.

Per cena ti segnalo il ristorante Da Lucio, proprio sulla laguna.

Cosa vedere nella penisola del Sinis in Sardegna

Ci spostiamo adesso leggermente a nord per andare a scoprire la penisola del Sinis e la sua piccola Isola di Mal di Ventre, a meno di 10 km dalla costa.

Se ti stai chiedendo perché si chiama Isola di Mal di Ventre, ecco subito la risposta. Il nome è in realtà una traduzione sbagliata dal sardo Isula de Malu ‘Entu, cioè “isola dal vento cattivo” perché soggetta a repentini cambi metereologici determinati dal maestrale, che in questa zona soffia molto forte.

Questo ha causato nel corso del tempo anche alcuni naufragi, come è successo alla nave spagnola ritrovata a più di 30 metri sul fondo del mare che trasportava un enorme carico di piombo le cui rovine si trovano oggi al Museo archeologico di Cabras.

Vediamo intanto sulla mappa la penisola del Sinis in Sardegna.

Museo archeologico di Cabras

A Cabras troviamo il Museo archeologico civico Giovanni Marongiu, un importante museo archeologico e del territorio che custodisce ed espone un unicum di tutta la cultura non solo nuragica ma anche preistorica dell’intera area mediterranea: i giganti di Mont’e Prama.

I giganti di Mont’e Prama sono 28 statue di pugilatori, arcieri e guerrieri in calcarenite detti giganti per l’altezza superiore ai due metri e ritrovati da alcuni contadini nel 1974 insieme a 24 modelli di nuraghi e bettili, ovvero pietre sacre, che appartengono alla fase tarda della civilità nuragica.

Questi ritrovamenti costituiscono l’unicità di questo sito perché statue in pietra di così grandi dimensioni sono state ritrovate solamente qui, a due passi dallo stagno di Cabras, mentre in altri siti sono state trovate soltanto piccole statuette in bronzo.

Non dimentichiamo anche che non abbiamo fonti scritte sulla civiltà nuragica ma tutto quello che sappiamo e conosciamo a riguardo lo si deve al lavoro enorme degli archeologi.

Per questo motivo visitare il Museo archeologico di Cabras è una tappa importantissima e da non perdere nella penisola del Sinis.

Forse può interessarti anche dove dormire a Cabras.

Sito archeologico di Tharros

Il sito archeologico di Tharros si trova proprio all’estremità della penisola del Sinis, la costa dei Fenici, tra Capo San Marco e il piccolo paesino di San Giovanni in Sinis.

Quando i Fenici cominciarono a frequentare questa zona della Sardegna, fondarono la città di Tharros in questa zona che era stata precedentemente abitata dai nuragici. Divenne in breve tempo un centro amministrativo molto importante per l’economia e gli scambi commerciali dei Fenici.

Oggi l’area archeologica di Tharros permette di soprire quel che rimane di questa antica città fenicia, mentre poco più accanto è possibile scendere in spiaggia e farsi un bagno ai piedi della torre di Capo San Marco.

Stagno di Mar’e Pontis e Stagno di Is Benas

Altre due tappe del nostro itinerario in Costa Verde e penisola del Sinis, accompaganti da Flag Pescando, sono lo stagno di Mar’e Pontis e lo stagno di Is Benas.

La Peschiera di Mar’e Pontis sull’omonimo stagno è da sempre una fonte produttiva importantissima per l’economia di questa zona il cui prodotto principe è senza dubbio la bottarga di muggine, che puoi assaggiare proprio in Peschiera.

San Vero Milis

San Vero Milis è stato il cuore di questi due giorni alla scoperta del territorio della Costa Verde in Sardegna e della penisola del Sinis, un piccolissimo paesino situato nella parte settentrionale della penisola del Sinis, i cui ambienti umidi come lagune e stagni accolgono anche i fenicotteri rosa.

Come ultima tappa, quindi, consiglio una sosta in questo paesino, dove grazie all’accoglienza dei pescatori locali ho potuto assaggiare la burrida di Cabras, che è prearata con la razza, a differenza della burrida più conosciuta (quella cagliaritana) che è cucinata col gattuccio di mare.

Infine, può interessarti anche sapere cosa vedere assolutamente nella penisola del Sinis per ampliare il tuo itinerario alla scoperta della Costa Verde in Sardegna e non solo.

 

Questo articolo è stato sponsorizzato da Flag Pescando. Come sempre, le opinioni rimangono personali.

 

Lascia un commento!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.