#CAPODANNOONTHEROAD 2017, 31 dic 2016

TRANI, POLIGNANO A MARE, OSTUNI, LECCE E OTRANTO

In realtà decidiamo di partire la sera di venerdì 30 dicembre e fare il viaggio di notte, per evitare il traffico e guadagnare tempo il 31, per poter visitare più zone della Puglia.

Partiamo alle 23:56, il thermos è pieno di caffè e abbiamo le migliori intenzioni: vogliamo raggiungere la Puglia in prima mattinata, la musica della radio ci tiene compagnia e ci dà la carica necessaria per affrontare tutti quei chilometri.

La nostra strategia si rivela ben presto più che vincente: l’autostrada è completamente libera, si viaggia benissimo, e abbiamo anche la possibilità di spingere un po’ più del dovuto in autostrada..ovviamente tutto in sicurezza, si intende!!

Dopo più di 7 ore di guida, intervallate da 2 soste in autogrill, un sonnellino di 30-40 minuti, decine di canzoni cantate a squarciagola, i racconti di una di noi, lo smatto/pazzia che inevitabilmente mi prende in certi momenti, qualche autovelox puntualmente evitato, quasi 50 Euro di pedaggio autostradale, e (i primi) 657 km percorsi, arriviamo finalmente a CASTEL DEL MONTE (nella provincia di Barletta-Andria-Trani) prima nostra tappa di questo capodanno on the road: l’intenzione è quella di vedere il castello, ma purtroppo se non troviamo qualche intoppo lungo il cammino non sarebbe un viaggio degno di nota! Non appena arriviamo al castello, parcheggiamo la macchina, ma non facciamo in tempo a scendere perché si avvicina un cane, poi sono cinque, dieci, quindici, insomma più di venti cani randagi, senza alcun guinzaglio o segno di riconoscimento ci circondano e alcuni cominciano pure ad abbaiare e a rincorrersi tra loro, senza considerare il fatto che sono piuttosto convinta che uno di quelli fosse in realtà un lupo, e non un cane (il castello si trova in una zona semi-boschiva, con parecchi rovi e cespugli…non me lo sono immaginata, era davvero un lupo!!).

Ergo, siamo costrette a rimanere in macchina.

Non male come inizio ehh.

Procediamo con l’amaro in bocca verso la seconda tappa, che in realtà sarà la nostra prima vera tappa, ovvero TRANI, nell’omonima provincia, e dopo altri 31 km arriviamo a destinazione.

Una colazione di fronte alla famosa cattedrale sul mare e subito andiamo alla scoperta del piccolo paesino in cui il tempo sembra essersi fermato, le stradine sono strette e gli edifici sono prevalentemente bianchi. Sul piccolo porto i pescatori appena rientrati dalla battuta di pesca notturna vendono pesce fresco, molluschi e cozze, pronti per essere cucinati.

Purtroppo i tempi ristretti non ci permettono di trattenerci ulteriormente, dobbiamo procedere verso la seconda tappa: POLIGNANO A MARE, in provincia di Bari.

Ci arriviamo dopo altri 85 km, il sole che abbiamo visto sorgere quando ancora eravamo in autostrada e che ci sta accompagnando in questo tour, svetta alto nel cielo e ci accompagna in questa ultima giornata dell’anno.

Le foto di rito nei punti più scenografici e più famosi di Polignano sono quasi d’obbligo, è impossibile (e impensabile) evitarle! Così, da brave turiste quali siamo, quasi mettiamo su uno studio fotografico perché una di noi (una a caso, ovviamente…vero SARA????) insiste in modo particolare affinché le foto vengano come dice lei, con la luce che chiede lei, il braccio piegato in un certo modo, l’inquadratura deve essere quella immaginata da lei, e se fosse possibile, oscurerebbe perfino il sole pur di avere quella mezza ombra in più che la sua foto deve necessariamente avere!!

Comunque, dopo lo shooting e un giro nelle vie del centro storico, molto caratteristico, anch’esso dominato dal bianco, e dal celeste che riveste alcuni elementi decorativi degli edifici e che dona un tocco di colore al paesaggio, ci dirigiamo con una certa acquolina in bocca verso PESCARIA, proprio in piazza Aldo Moro a Polignano, un locale con menù tipico di pesce: ma la cosa di maggior importanza è senza dubbio il panino con 100gr di polpo fritto, cicoria aglio e olio, mosto cotto, ricotta e pepe, e salsa al profumo di alici: ecco l’elemento più importante da ricordare assolutamente. E credetemi, un panino del genere non si scorda facilmente.

Che ve lo dico a fare..anzi, una cosa ve la dico. Orgasmico.

Ok, lo ammetto: mi sono fatta tutti questi km per mangiare il panino col polpo!

Non ci posso fare niente, appena ho saputo dell’esistenza di questo posto, mi è subito scattata la voglia di provarlo, e tutti i km percorsi ne sono valsi più che la pena, direi che ne sono valsi l’allegria del mio pancino!

Ovviamente è giusto terminare il pranzo con un caffè, ma non un caffè normale, noi vogliamo sempre qualcosa di speciale, vogliamo un caffè “speciale” (anche in questo caso ci è stato suggerito di provare questa, è proprio il caso di dirlo, specialità) al bar “Mario Campanella il Super Mago del Gelo”: l’ironia dei camerieri che ci servono è degna di nota, d’altronde tre fiorentine nel barese sono una buona occasione per far emergere la simpatia pungente dei pugliesi! Il caffè che ci servono è veramente speciale, perlomeno nella ricetta: caffè, zucchero, panna, amaretto e scorsa di limone…un gusto molto particolare, ma sicuramente corposo e intrigante, quasi con richiami esotici.

Come avrete certamente capito, possiamo affermare con tranquillità e con piena consapevolezza che questo nostro tour alla scoperta della Puglia (per adesso) è accompagnato da un tour gastronomico parallelo altrettanto importante, anzi, forse di più…ma se vai al sud e non mangi, non hai capito nulla!!

Prossima tappa della giornata, raggiunta dopo altri 49 km, è OSTUNI, in provincia di Brindisi. Un paese bianco anch’esso, con il centro storico che si sviluppa tra stradine tortuose e un vento che porta via! Sicuramente è uno dei paesi da vedere se si visita la Puglia, cosi come la precedente Polignano a mare, ma anche Monopoli, e tutti gli altri paesi che si trovano dopo Bari in direzione sud, sulla provinciale che corre lungo la costa e che ti permette di tenere un occhio sulla strada e un occhio al mare.

Ripartiamo ancora, ancora in direzione sud, questa volta verso LECCE, raggiunta dopo 80 km: facciamo subito un giro nel centro della città, illuminata e addobbata per le feste; un gruppo di tecnici già sta allestendo il palco per il concerto di capodanno che, come un edicolante mi ha detto, vedrà esibirsi qualche gruppo salentino. Ben presto scopriamo anche il Duomo di Lecce, gli scavi dell’anfiteatro, e arriviamo fino alla porta Sant’Oronzo.

Ovviamente prima di lasciare la città, ci fermiamo alla pasticceria Alvino, famosissima per i suoi pasticciotti salentini.. dopotutto il nostro tour gastronomico deve mantenersi al passo!

Ripartiamo nuovamente, per l’ultima nostra tappa della giornata, e dopo altri 138 km raggiungiamo il luogo in cui festeggeremo l’arrivo del 2017, OTRANTO.

Va subito fatta una precisazione: i km che separano Lecce da Otranto sono meno di 138, me c’è un motivo se noi ne abbiamo percorsi così tanti..

Come già detto in precedenza, qualche “disavventura” ci deve sempre capitare, in ogni nostro viaggio, per cui ecco cosa ci è successo: l’hotel che avevamo prenotato su booking.com (a Porto Badisco, una frazione di Otranto) non era a conoscenza della nostra prenotazione.

Dopo aver deciso di accoglierci comunque e darci una camera per farci una doccia e soprattutto un letto, la responsabile dell’hotel decide che non vuole darci la colazione (che noi avevamo comunque prenotato), poi il prezzo al quale avevo prenotato non va bene, è troppo poco, poi ancora problemi perché vogliono essere pagati in contanti piuttosto che con carta…insomma, non trovando un accordo, siamo costrette a lasciare l’hotel, e ci ritroviamo alle 20.30 senza un letto per la notte. Niente male come inizio.

Ecco spiegati i km in più: siamo state costrette a cercare tra Otranto e zone limitrofe un b&b che avesse ancora una tripla libera per la notte…Fortuna ha voluto che riuscissimo a trovarla, finalmente! E così, dopo aver sistemato le cose nel b&b possiamo finalmente andare in piazza centrale a Otranto, dove mangiamo qualcosa al volo, in attesa della mezzanotte.

La gente comincia a sparare qualche botto già con una mezz’oretta di anticipo, tra un botto e l’altro abbiamo anche modo di vedere il castello aragonese e la splendida vista sul porticciolo, con le barche di pescatori ancorate.

E finalmente arriva la mezzanotte, fuochi d’artificio, botti, tappi di spumante che volano per aria, il cielo illuminato in mille colori, la gente canta, balla e ride, trenini che partono, è tutto una gran festa, con la gioia incontenibile di Sara, o forse sarebbe meglio dire il terrore incontenibile di Sara!!!

E l’unica cosa che mi/vi auguro per questo nuovo anno è di avere il coraggio di non aver paura. Buon anno e buona vita!

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