Da oltre cinquant’anni, i borghi di Tirli e Vetulonia, insieme a Torniella, Piloni, Scalvaia, Ciciano e Sassetta, costituiscono lo zoccolo duro di una resistenza culturale: sono le piccole e tenaci realtà in cui il gioco della Palla Eh! è riuscito a sopravvivere intatto al passare del tempo.
Tra i più affascinanti giochi di strada in Maremma, questo è senza dubbio il re indiscusso. Ogni anno, con l’arrivo della bella stagione, il legame tra queste comunità si rinnova seguendo un antico rituale estivo. Sempre nello stesso ordine, ciascun paese si trasforma nel palcoscenico del proprio torneo interno, aprendo le porte delle piazze e invitando tutte le altre squadre a partecipare a un fine settimana di sport, rivalità e identità popolare.
Courtesy of Amici di Vetulonia APS e Associazione Palla Eh! di Vetulonia
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Che cos’è la Palla Eh!
La Palla Eh! toscana (conosciuta storicamente anche come Palla 21) non si limita a essere un antico gioco medievale sopravvissuto ai secoli. È l’anima stessa di una comunità, un frammento ancora vivo di memoria rurale che resiste al tempo.
Immagina la scena: il mormorio della folla si spegne all’improvviso quando il mandatore solleva al cielo la piccola sfera di cuoio e lancia il suo grido vibrante, un secco “Eh!“. Dalla parte opposta della piazza, la risposta dell’avversario riecheggia immediatamente: “Eh!“. Da quel momento, la pallina (un cuore di piombo e lana racchiuso nel cuoio) sfreccia a folle velocità. Fermarla è una sfida da richiappini, pronti a lanciarsi senza paura sul duro lastricato di pietra pur di bloccarne la corsa.
Tra i vicoli di Vetulonia, per augurare una sfortuna sportiva agli avversari, si usa dire “Battesse male!“, un auspicio affinché la sfera colpisca un punto irregolare e prenda una traiettoria impossibile da intercettare. Qui il campo da gioco è unico, ricavato da un antico selciato di pietre romane dove ogni rimbalzo è una scommessa.
Questa straordinaria disciplina, che vanta legami storici dall’epoca classica al Medioevo, passando per la Spagna e persino le Ande, è considerata da molti come una vera e propria pelota toscana o palla toscana originaria, nonché il vero precursore del tennis moderno. Una tradizione di cui si studia ancora oggi la storia della Palla Eh!, e che in località come Tirli e Vetulonia non è mai sbiadita, continuando a infiammare le piazze fin dai primi del Novecento con la stessa travolgente passione di allora.
Quando nasce la Palla Eh!: alcuni cenni storici
Nel secondo dopoguerra, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, questo gioco rappresentava uno dei passatempi più amati nei paesi della Maremma. Erano tempi di famiglie numerose, piazze piene di bar e pochissimi televisori in circolazione. Dopo una giornata di duro lavoro nei campi o nei boschi, uomini e ragazzi si ritrovavano per fare “due tiri”. Giocavano ancora con i panni da lavoro indosso, le scarpe grosse e persino il cappello in testa prima di rincasare. La Palla Eh! era un modo genuino per stare insieme e fare comunità; bastava quella piccola sfera di cuoio cucita a mano per dimenticare la povertà e la fatica quotidiana di quegli anni.
Dopo un periodo di abbandono successivo a quegli anni d’oro, la tradizione è rinata negli anni Ottanta grazie all’iniziativa dei ragazzi di Ciciano, che per primi hanno ripreso in mano la pallina.
Sorprendentemente, questo gioco non si tramanda in modo generazionale di padre in figlio all’interno delle famiglie, ma si tratta di un’eredità collettiva. Come mi hanno raccontato i giocatori della squadra di Tirli:
“Sono i giovani di ciascun borgo che, crescendo, sentono quasi spontaneamente la responsabilità di non far morire la tradizione, scendendo in piazza per imparare i segreti del gioco direttamente dai giocatori più anziani del paese.”
Il valore storico di questa tradizione è così profondo che il gioco è in lizza per essere inserito nel patrimonio immateriale dell’UNESCO, insieme ad altre discipline storiche come la pallapugno ligure, la palla bracciale marchigiana e la pantalera piemontese.
Courtesy of Amici di Vetulonia APS e Associazione Palla Eh! di Vetulonia
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Quali sono le regole della Palla Eh!
Per capire come si gioca a Palla Eh!, bisogna sapere che le sue regole sono un mix di precisione e adattamento stradale. Si gioca 5 contro 5 direttamente nelle piazze dei borghi, dove l’architettura urbana – tra scalini, portoni e muri – diventa parte integrante del campo. È per questo che ogni rimbalzo è imprevedibile e valido. Il nome stesso del gioco della Palla Eh! nasce dal grido del battitore (il mandatore) che lancia la pallina per avviare il gioco. La palla viene colpita a mani nude e solo dopo il primo rimbalzo.
Curiosamente, per quanto riguarda le regole del gioco Palla Eh! (che ricalcano in tutto e per tutto le regole di Palla 21), il punteggio è il medesimo del tennis. La vera particolarità è l’assoluta assenza di un arbitro. Al suo posto c’è il caccino, una figura che si limita a gridare il punteggio per ricordarlo ai giocatori, senza alcun potere decisionale in caso di contestazioni. L’azione resta viva finché la palla non compie il secondo rimbalzo a terra senza che nessuno la tocchi. In quel preciso istante la sfera viene bloccata e sul pavimento il caccino traccia una linea di gesso chiamata caccia.
Ma cos’è la caccia nel gioco della palla a livello strategico? Semplice: da quel momento il gioco si ribalta e le due squadre si invertono i ruoli. La squadra che aveva segnato la caccia nell’azione precedente deve riuscire a fermare la palla oltre la linea della caccia per strappare il punto agli avversari.
La pallina realizzata a mano da un artigiano di Tirli
Dietro ogni lancio della Palla Eh! c’è il lavoro minuzioso di un artigiano, Massimo Signori di Tirli, che custodisce un sapere antico insieme a un giovane di Vetulonia a cui sta tramandando l’arte. Il cuore di questa magica sfera è un piombino da pesca da 15 grammi (che scende a 10 per i campi più corti di Piloni e Scalvaia). Massimo riveste il piombo con una fettuccia elastica per garantire un rimbalzo perfetto, aggiungendo poi strati di lana per raggiungere la dimensione ideale, prima di ricoprire il tutto con pelle di vitello recuperata dai pellettai. Il tocco finale è una paziente cucitura a mano con un resistente filo di nylon.
“Per ciascuna pallina ci vogliono almeno 35-40 minuti di lavoro fatto bene perché è fondamentale che sia perfettamente rotonda. Io, poi, ho iniziato da ragazzetto a farle da me perché quelli grandi che già giocavano non ce le prestavano, quindi mi sono adoperato per imparare a farle.”
Un’arte appresa più di quarant’anni fa da Dotto Toninelli di Tirli, ma nata da una necessità fanciullesca. Oggi quelle sfere, facilissime da perdere tra i tetti e i vicoli durante le partite più accanite, continuano a volare grazie alle sue mani, custodi di un segreto artigianale pressoché unico al mondo.
Quando e dove si gioca la Palla Eh!: le date del torneo estivo
Il torneo della Palla Eh! accende l’estate dei borghi toscani con una rivalità accanita e genuina tra i diversi paesi. Le sfide sono vere e proprie maratone di resistenza fisica: si gioca dalle 14:00 fino alle 20:00 circa, interrompendo l’azione solo con il calare del sole (e se una partita non si conclude, viene sospesa per essere ripresa il giorno successivo).
Questo sport, rimasto nel tempo una tradizione prettamente maschile, si sviluppa in ogni tappa lungo un intero fine settimana. Il sabato è dedicato alle eliminatorie, dove si scontrano fino a tre formazioni per ciascun paese per decretare le quattro finaliste. La domenica, invece, è il giorno decisivo: tre finalissime senza alcun limite di tempo o riduzione di gioco, dove i giocatori danno fondo a ogni energia per conquistare l’ambita coppa, soprannominata affettuosamente “bimba” in alcune zone.
Per vivere dal vivo l’energia e il fascino di questa tradizione secolare, ecco il calendario delle tappe del torneo Palla Eh! 2026 da segnare in agenda per non perdere nemmeno una partita:
- 27-28 giugno: Sassetta;
- 18-19 luglio: la tappa di Palla Eh! Tirli;
- 25-26 luglio: Scalvaia;
- 1-2 agosto: la storica tappa di Palla Eh! Ciciano;
- 8-9 agosto: torneo Torniella;
- 15-16 agosto: Palla Eh! Vetulonia;
- 22-23 agosto: il torneo di Palla Eh! Piloni;
- 29-30 agosto: Grande Slam Ciciano.
Courtesy of Amici di Vetulonia APS e Associazione Palla Eh! di Vetulonia
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La tradizione esportata all’estero
Nonostante sia un gioco fortemente radicato nelle piazze toscane, la Palla Eh! ha varcato i confini nazionali conquistando una platea internazionale. La disciplina è regolarmente iscritta al CONI tramite la Federazione Italiana Pallapugno (FIPAP), l’organo ufficiale che si occupa di tutelare e promuovere questo patrimonio sportivo, e partecipa a una vera e propria “Champions League” dei giochi di strada. Viene infatti organizzato un prestigioso campionato europeo che unisce tradizioni affini come il juego de la pelota valenciano in Spagna e i rispettivi giochi tradizionali di Francia, Olanda, Belgio e altri paesi, oltre alla pallapugno del Nord Italia.
A livello nazionale si muove un bacino di circa 60 ragazzi appassionati. Da questo vivaio di talenti viene effettuata una selezione per scegliere i 6-7 giocatori che avranno l’onore di indossare la maglia azzurra e rappresentare l’Italia nelle competizioni europee, dimostrando che la tradizione dei nostri borghi è più viva e globale che mai.
Vedere dal vivo il gioco della Palla Eh! significa immergersi in un’atmosfera fatta di polvere, tifo genuino e passione pura. L’occasione perfetta è alle porte, in particolare con l’imminente tappa di Tirli o con quella di Ferragosto a Vetulonia, dove, sul selciato romano, la tensione sarà alle stelle e le squadre daranno il massimo per aggiudicarsi la “bimba”.
Complimenti ottimo articolo! La palla è un gioco tradizionale che mantiene vivi i piccoli borghi come Vetulonia e tirli!
Ciao Manuela, ti ringrazio tanto, per la lettura e per il tempo che mi hai dedicato raccontandomi Vetulonia. A presto!