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Cosa fare in estate a Castiglione della Pescaia e dintorni: non solo mare

Lug 10, 2026 | grosseto, maremma, TOSCANA

C’è un suono che, più di ogni altro, decreta l’inizio ufficiale dell’estate in Maremma e in tutta l’area mediterranea: il canto delle cicale. È una colonna sonora vibrante e incessante che riempie l’aria fin dal mattino, accompagnandoci tra le spiagge di Castiglione della Pescaia e i suoi borghi collinari, Tirli e Vetulonia.

In questo racconto scopriremo insieme cosa fare in estate a Castiglione della Pescaia e dintorni, partendo dalle onde cristalline del suo mare per poi lasciarci guidare proprio da quel frastuono di cicale verso l’interno. Saliremo dove l’aria si fa più fresca e autentica, tra i vicoli storici di Vetulonia e i boschi di Tirli, per vivere un’estate a 360 gradi.

Una spiaggia sabbiosa e affollata si affaccia su un mare azzurro, con bagnanti e ombrelloni. Alle spalle della spiaggia si allinea una fila di edifici colorati in stile mediterraneo. Sullo sfondo, una collina ricoperta di fitta vegetazione verde è sormontata da un imponente castello medievale in pietra con mura merlate e pini marittimi. Il cielo è limpido e azzurro, completando il panorama di una tipica località balneare storica italiana. Ecco cosa fare in estate a Castiglione della Pescaia
Ciao, sono Giulia Maio

Sono nata e cresciuta a Firenze, e mi occupo di progetti di narrazione territoriale dal 2018. Mi piace andare in giro a intercettare storie per raccontare il territorio con calma: credo siano il valore aggiunto.

Questo che stai per leggere è il sesto e ultimo appuntamento di un progetto annuale sponsorizzato da Maremma Experience che abbiamo sviluppato per raccontare il territorio di Castiglione della Pescaia, Punta Ala, Tirli e Vetulonia nell’arco delle quattro stagioni, con racconti, storie, suggerimenti e consigli.

Giulia Maio, con lunghi capelli ricci e scuri è appoggiata a una staccionata di legno in un ambiente costiero in Gallura. Indossa un top senza maniche color pesca e pantaloni chiari. Lo sguardo è rivolto verso l'orizzonte e lo sfondo mostra dune di sabbia, vegetazione mediterranea e un cielo limpido. La luce del sole è calda e naturale.

Pescaturismo e gite alle isole con Zambofishing

Per vivere il mare in modo alternativo, l’esperienza suggerita è l’uscita di pescaturismo a Castiglione della Pescaia con ZambofishingGuidati da Gianluca Zambernardi e Marco Milioni, ci si trasforma in lupi di mare per un giorno, sia per chi desidera esplorare le isole, sia per chi invece vuole dedicarsi a una battuta di pesca.

Le loro gite alle isole dell’arcipelago toscano propongono escursioni giornaliere o di più giorni, perfette per chi vuole esplorare l’arcipelago ma preferisce dormire sulla terraferma. Le uscite per pescare variano in base al tipo di pesca e alla stagione. Ci si spinge al largo per l’altura e la pesca al tonno, rimanendo più sottocosta per pesci minori come gli sgombri.

Il momento magico è al tramonto, quando, sulla via del rientro, viene preparato un aperitivo a bordo, con il sole che si tuffa nel Tirreno. Un’avventura marinaresca, ideale per chi cerca cosa fare in estate a Castiglione della Pescaia lontano dalle spiagge affollate.

Veduta laterale dal ponte di una barca bianca in navigazione nel porto del canale di Castiglione della Pescaia, con imbarcazioni ormeggiate e palazzi sullo sfondo.
Aperitivo allestito a bordo di una barca con una bottiglia di vino spumante, ciotole con pezzi di focaccia, taralli e stuzzichini di salumi su tovagliette colorate.
Scia di schiuma bianca lasciata da una barca in movimento sul mare azzurro, con la costa e il borgo di Castiglione della Pescaia visibili in lontananza.
Due uomini a bordo di una barca da pesca sorridono mentre uno versa del vino spumante da una bottiglia in due calici di plastica turchesi, con il mare aperto sullo sfondo.

Relax allo Stabilimento Pinetina Nord e sport acquatici a Castiglione della Pescaia

Per una giornata di puro relax, la tappa consigliata è lo Stabilimento Pinetina Nord. Da quest’anno la gestione è passata a Carlo Politi, che qui ha lasciato il cuore.

Ho passato qui i miei anni migliori facendo il bagnino; gestire questo stabilimento era il mio sogno da ragazzo e quando si è presentata l’occasione, l’ho presa al volo.

La sua filosofia è offrire un’oasi votata al silenzio, dove il canto delle cicale sostituisce la TV e gli schiamazzi. Gli ombrelloni, distanziati ben 4 metri l’uno dall’altro, garantiscono la massima privacy. La struttura è perfettamente accessibile alle persone con disabilità e include nel prezzo docce calde, il parcheggio (una rarità a Castiglione) e persino un’area ombreggiata ideale per lo smart working.

Inoltre, grazie alla collaborazione con la scuola PKS (Politi Kite Surf), è possibile noleggiare canoe, SUP, wind, kite e piccole barche a vela, nonché prendere lezioni e imparare lo sport acquatico che più ti incuriosisce. Per i clienti dello stabilimento l’uso di canoe e tavole da sup è gratuito. Una scelta perfetta se cerchi cosa fare in estate a Castiglione della Pescaia e ami gli sport acquatici.

Vista frontale della spiaggia sabbiosa dello stabilimento balneare con file ordinate di ombrelloni verde chiaro aperti e lettini da spiaggia rivolti verso il mare calmo e azzurro, sotto un cielo limpido.
Primo piano di un bagnino sorridente di mezza età con occhiali da sole scuri e una maglietta rossa con la scritta bianca "SALVATAGGIO LIFEGUARD". Si trova all'interno della veranda dello stabilimento balneare.
Un giardino curato con prato verde e una fitta siepe alberata sullo sfondo. Al centro, una bicicletta d'epoca verde scuro è utilizzata come fioriera decorativa, con vasi di fiori rossi e rosa posizionati sui portapacchi.

Cena al ristorante Le Tre Maschere, sul corso a Castiglione della Pescaia

Quando cala la sera si va a cena da Le Tre Maschere, sul corso di Castiglione della Pescaia. Gestito da Riccardo e Francesca Cini, il locale deve il nome a tre maschere antiche per abbeverare gli animali, rinvenute durante gli scavi ed esposte adesso all’interno del locale. Aperto dal 1993 e attivo tutto il giorno (con una breve pausa invernale), nasce come pub nel castello prima di trasferirsi qui.

Il colpo di fulmine estivo è il Gin Prilius, creato da Luca Anichini, barman e fidanzato di Francesca. La scelta del nome omaggia l’antico Lago Prile ed è un distillato unico. Viene prodotto con acqua di mare e profumatissimi aromi mediterranei come ginepro, limone, rosmarino, mirto e finocchietto selvatico. È il sorso perfetto, sapido e fresco, per brindare a una serata estiva a Castiglione.

Mobile di servizio in legno scuro con piatti e cestini per il pane, addossato a una parete rustica in pietra illuminata da una lampada a sospensione.
Tre membri dello staff del ristorante, due uomini e una donna, sorridenti dietro al bancone del bar con indosso divise brandizzate Gin Prilius.
Bottiglia in vetro di "Gin Prilius London Dry" con acqua di mare in primo piano su uno scaffale del bar.
Tre maschere teatrali in terracotta appese a una parete rustica in pietra e mattoni a vista.
Antipasto di mare freddo servito in un piatto nero, guarnito con julienne di carote e ravanelli.

Insalata di mare

Piatto di pici ai frutti di mare conditi con sugo di pomodoro, cozze, gamberi e prezzemolo fresco.

Pici allo scoglio

Un ricco risotto alla marinara servito in un piatto fondo chiaro, condito con scampi, gamberi, cozze e prezzemolo tritato.

Risotto ai frutti di mare

Alloggio all’Hotel Sabrina a Castiglione della Pescaia

Prima di allontanarci un po’ da Castiglione della Pescaia, l’esperienza di alloggio consigliata è quella la cui ospitalità ha il volto autentico dell’Hotel Sabrina. Gestito oggi con dedizione da Gianmaria Rossi (con l’aiuto dei suoi quattro fratelli), questo albergo è stato aperto dai genitori nel 1972 e conserva intatto un fascino d’altri tempi.

Qui, infatti, non solo si respira “aria di casa”, ma è molto forte il ricordo del babbo Paolo, la cui eredità affettiva è tangibile nei racconti dei villeggianti storici e nei ricordi dello stesso Gianmaria che si emoziona ascoltandoli parlare del babbo in rigoroso silenzio. Clienti di una vita, come Paolo e Sandra, che ricordano con nostalgia le spaghettate di mezzanotte, le accese partite a briscola dopocena e i tornei di calcetto Firenze vs resto del mondo.

Eravamo una grande famiglia condivisa, ci davamo appuntamento qui ogni anno per ritrovare gli stessi amici di sempre, sono 42 anni che veniamo qui e ogni volta non vediamo l’ora di arrivare”.

Oggi, grazie anche a mamma, straordinaria intrattenitrice che ama creare connessioni tra le persone, questa atmosfera di casa contagia istantaneamente anche i nuovi ospiti.

Interno di una sala comune o salotto dell'hotel con divani in tessuto a motivi geometrici nei toni del giallo e del blu, quadri appesi alle pareti, una lampada da tavolo accesa e lunghe tende classiche alla finestra.
Ritratto di un uomo sorridente con una maglietta bianca, seduto in un'area interna o veranda dell'hotel, circondato da piante d'appartamento come un ficus in vaso.
Primo piano di una copia del quotidiano italiano "La Repubblica" adagiata su un tavolino da esterno con superficie decorata a mosaico di sassi bianchi, circondato da sedie in vimini.
Patio esterno dell'hotel con una fila di sedie bianche in plastica disposte lungo la parete color crema, caratterizzata da ampie finestre ad arco che mostrano la sala interna. In primo piano, foglie verdi sfocate.
Dettaglio di una colazione a buffet dell'hotel con due piatti bianchi: uno in primo piano contenente un fagottino al cioccolato e un cubetto di torta, e uno sullo sfondo con uova strapazzate, formaggio e pizzette, accompagnati da tazze da caffè.
Area giochi esterna per bambini con una casetta di plastica bianca, rossa e verde, posizionata su un patio circondato da una rigogliosa pianta di oleandro con fiori rosa, vasi di gerani e un prato verde.

Cosa fare oltre il mare nei dintorni di Castiglione della Pescaia

Passeggiata a Vetulonia

Quando la spiaggia scotta, il consiglio è di scappare dalla calura estiva e rifugiarsi a Vetulonia, uno dei borghi di Castiglione della Pescaia, insieme a Tirli e Buriano. Un borgo a misura d’uomo dove il vento rinfresca l’aria e il tempo sembra essersi fermato. Qui, i bambini giocano ancora per strada e il “muretto” è il punto di ritrovo a ogni ora.

Passeggiando tra i vicoli, scoprirai le foto d’epoca appese ai muri che raccontano la vita del paese, nonché la chiesa principale, la chiesetta con un prezioso dipinto della scuola senese e le maestose mura ciclopiche dell’Arce.

E se fai una passeggiata a Vetulonia, l’ideale è farlo durante il Palio dei Ciuchi o lo storico Torneo della Palla Eh!, tradizioni popolari di cui leggerai più avanti. Per qualsiasi curiosità, rivolgiti agli abitanti, sempre disponibili ad aiutare e a raccontare il borgo, o all’Associazione Amici di Vetulonia APS, con Manuela e Biancarosa Nesi, che saranno felici di parlarti dei segreti di questo borgo magico.

Tante famiglie stanno rientrando a Vetulonia perché c’è voglia di tornare a una dimensione più piccola, più umana. I bambini qui giocano ancora per strada, come a Tirli, e il ritrovo fisso è sempre al muretto, non solo per vedere il tramonto.

Una strada asfaltata che costeggia un'imponente e antica cinta muraria formata da grandi blocchi di pietra irregolari, parzialmente ricoperti di piante rampicanti e vegetazione. Sullo sfondo si elevano edifici storici in pietra con persiane verdi.
Ampia veduta panoramica dall'alto della campagna toscana. In primo piano si stagliano cime di alberi verdi, mentre la valle sottostante è un mosaico di campi coltivati geometrici, uliveti e piccoli agglomerati di case rurali che sfumano verso le colline all'orizzonte.
Un piccolo cortile interno lastricato tra edifici storici intonacati. Al centro è parcheggiato uno scooter grigio chiaro. Sulla sinistra cresce una grande pianta verde con abbondanti fiori rosa (oleandro), mentre sullo sfondo si nota una porta con persiana verde ad arco.
Vista frontale della facciata in pietra di una chiesa storica nel borgo, caratterizzata da un campanile con orologio e campana visibile. Alla base della chiesa si trovano piante in vaso e sulla destra si apre un passaggio ad arco in pietra.
Una mano indica una fotografia in bianco e nero appesa a un muro di pietra grezza. La foto storica ritrae due giovani uomini in posa all'aperto ai lati di un asino tenuto a corda.
Una panchina in legno e metallo posizionata su un punto panoramico all'ombra di un albero. Oltre il muretto di pietra si estende una vista collinare con alberi, vegetazione e i tetti di alcune case in lontananza sotto un cielo chiaro.

Visita allo studio d’arte di Tiziana Pisano a Vetulonia

Tra le cose da fare a Vetulonia c’è la visita allo studio d’arte “Fuxia e Kobalto” di Tiziana Pisano a Vetulonia. Originaria di Dorgali, in Sardegna, Tiziana porta nella sua arte contemporanea e materica la forza selvaggia della sua terra, unita a un percorso eclettico lontano da rigidi schemi accademici.

Il suo studio-galleria è un laboratorio in costante evoluzione, dove la materia è la protagonista principale: cemento, sabbie, stoffe e carte si fondono per dare corpo alle emozioni. Tiziana sceglie spesso di non incorniciare i quadri affinché le sue visioni non siano imprigionate entro i limiti, ma possano espandersi oltre il confine della tela.

Oggi Vetulonia è diventata parte integrante del suo lavoro. Questo profondo radicamento e il dialogo continuo con la memoria etrusca si riflettono nelle sue ultime opere e, in particolare, nella mostra “Oro, Argento E…truschi”, in programma dal 17 luglio presso il Museo Civico Archeologico Isidoro Falchi.

L'artista Tiziana Pisano sorride in piedi davanti all'ingresso del suo studio d'arte a Vetulonia. Indossa una camicia bianca e pantaloni verdi, e indica un dipinto appeso alla persiana verde della porta. Sulla persiana opposta si vedono un altro quadro e una targa dorata con scritto "Fuxia e Kobalto Galleria Studio".
Scorcio dall'interno di uno studio d'arte. Sopra l'architrave di una porta aperta è appeso un dipinto sagomato a forma di tavolozza con il simbolo dello Yin e Yang nei colori blu e rosa fucsia. Attraverso la porta si scorge una finestra luminosa e un cavalletto con piccoli quadri dorati.
L'artista Tiziana Pisano di profilo, sorridente all'interno del suo studio, mostra con le mani le sue opere. Sullo sfondo si notano grandi tele verticali raffiguranti cicogne in volo, una maschera colorata e altri dipinti poggiati su cavalletti.
Primo piano di un dipinto a olio dai toni caldi del rosso e dell'arancione, raffigurante il volto di una donna che guarda l'osservatore attraverso uno specchio infranto tenuto tra le mani. Il dipinto è appeso a una parete bianca sopra un'altra tela che mostra dei pomodori rossi.
Inquadratura dall'alto delle mani dell'artista mentre sfiorano un dipinto adagiato sul tavolo da lavoro, parzialmente illuminato dalla luce del sole. L'opera raffigura una mano che sorregge un'anfora d'argento su uno sfondo dalle sfumature calde del rosso e dell'oro. Vicino si scorgono diversi pennelli inseriti in un contenitore.
Dettaglio ravvicinato della mano dell'artista che dipinge con un pennello di precisione un piccolo quadro dorato su un cavalletto. Il dipinto raffigura il volto di una donna con le mani sollevate vicino alla testa e ornamenti preziosi. In primo piano, sulla destra, si nota una lampada nera orientabile che illumina la tela.
L'interno luminoso dello studio d'arte di Tiziana Pisano. Al centro, una finestra aperta in legno si affaccia su un panorama costiero e sul mare in lontananza. Sotto la finestra c'è un tavolo da lavoro coperto da una tovaglia bianca con pennelli e colori, affiancato da una sedia in legno. Grandi dipinti verticali con cicogne bianche decorano le pareti.

Passeggiata in Diaccia Botrona con Giacomo Radi, guida ambientale e fotografo

Tra le attività da fare in estate a Castiglione della Pescaia per allontanarsi dal mare c’è anche una passeggiata con Giacomo Radi, guida ambientale e fotografo naturalista. Giacomo organizza escursioni su prenotazione per singoli e gruppi, svelando i segreti più nascosti del territorio.

Una delle mete estive prescelte è la pineta litoranea. Sebbene sia un ambiente antropico, nato a metà ‘700 con le bonifiche granducali, in estate si accende di vita grazie al frastuono delle cicale del frassino (solo i maschi “cantano” dopo anni passati sotto terra per richiamare le femmine). Durante le sue passeggiate si impara a osservare il microcosmo.

Può sembrare che durante una semplice passeggiata come questa non si vedano animali; in realtà, vediamo tantissimi insetti come farfalle, libellule, cavallette, coleotteri, api e bombi”.

Per i più appassionati, Giacomo propone anche workshop fotografici di due giorni tra i boschi di Tirli, le colline metallifere, la Marina di Grosseto e il fiume Pecora, insegnando il vero approccio alla fotografia naturalistica. In estate il momento ideale per muoversi è la mattina presto o dopo le 18:30, quando l’aria rinfresca e gli animali escono allo scoperto.

Il kit consigliato da Giacomo per godersi l’avventura al meglio consiste in spray antizanzare, acqua, cappello, occhiali da sole, ma soprattutto pantaloni lunghi e scarpe chiuse per camminare in sicurezza nella natura selvaggia.

Vista prospettica di un sentiero sterrato incorniciato dalle fronde e dai rami di grandi alberi in primo piano. Il percorso si snoda attraverso una fitta macchia mediterranea verdeggiante, conducendo lo sguardo verso una struttura in mattoni rossi visibile all'orizzonte.
Primo piano ravvicinato del palmo di una mano che sorregge un piccolo coleottero nero, mentre un dito dell'altra mano lo indica delicatamente.
Ritratto in piano medio di un uomo con barba, occhiali da sole e t-shirt bianca, che posa a braccia conserte lungo un sentiero naturalistico. Sullo sfondo si notano fitti canneti verdi e un edificio storico in lontananza sotto un cielo azzurro e limpido.
Dettaglio ravvicinato di una farfalla Macaone adagiata sul fiore violaceo di un cardo selvatico. Sullo sfondo, steli di avena selvatica si stagliano contro un cielo blu intenso e privo di nuvole.
Un antico casolare o manufatto in pietra in stato di ruderizzazione, situato lungo la sponda di un canale d'acqua. La struttura è circondata da vegetazione spontanea, arbusti verdi e steli di erba secca dorata.
Macrofotografia di una grossa vespa nera con vistose macchie gialle sull'addome (probabilmente una Scolia) intenta a bottinare sul fiore violaceo e spinoso di un cardo.

Colazione (o aperitivo) al Ritrovo di Bes a Vetulonia

Tornando, invece, a Vetulonia, c’è una tappa da fare di cui ho brevemente accennato: il ritrovo di Bes. Gestito da Giulia Nesi, fiorentina trapiantata a Vetulonia, questo locale è aperto dal 2010 all’interno di un ex garage. Sorge sull’affaccio più suggestivo del borgo, regalando tramonti estivi da togliere il fiato.

L’unico posto dove avrei aperto il locale sarebbe stato su questo affaccio perché da qui si vede un tramonto meraviglioso.

Nato come bar, oggi è il vero cuore pulsante della comunità, dove si incrociano abitanti, ciclisti e viaggiatori che cercano una dimensione più umana, calma e fresca rispetto alla movida della costa. Il locale anima l’estate con concerti di musica live, ma mantiene vivo il borgo tutto l’anno con proiezioni, tornei e cene sociali. Io mi sono fermata per una colazione tranquilla, ma è aperto tutto il giorno e il momento clou è un aperitivo al tramonto.

Tre uomini anziani visti di spalle, seduti o appoggiati a una panchina di legno all'ombra. Sullo sfondo si staglia un lampione in stile classico contro un cielo molto chiaro e luminoso, incorniciato da foglie verdi in primo piano.
Un cappuccino servito in un bicchiere di vetro trasparente con una ricca schiuma e un cucchiaino sul piattino, posizionato accanto a un croissant dorato su un vassoio bianco. Il tutto è poggiato su un tavolo di colore rosso acceso.
Interno di un bar rustico sovrastato da un grande arco in mattoni. Una barista di spalle, con una maglietta rossa con la scritta "Vetulonia", lavora dietro al bancone rivestito in pietra e legno. Sullo sfondo, mensole piene di bottiglie di liquori e lavagne con i menu.

Cena al ristorante La Vecchia Cantina a Vetulonia

Per una cena estiva lontano dall’umidità della costa si va al ristorante La Vecchia Cantina a Vetulonia. Gestito da Sergio Spezie, ex ottico, e dalla compagna Elena, laureata in giurisprudenza, questo locale rappresenta una bellissima storia di cambio di vita dedicata all’accoglienza. Preso in gestione nel 2024, il ristorante è un punto di riferimento per chi cerca il fresco della collina e la pace di un meraviglioso giardino esterno che trasmette totale serenità.

La cucina propone un menù tradizionale maremmano arricchito dalle origini napoletane di Sergio. Il viaggio nei sapori inizia con un ricco tagliere di salumi, formaggi, composte e verdurine sott’olio fatte in casa, affiancato da una memorabile parmigiana di melanzane, come vuole la tradizione napoletana.

Si prosegue con i grandi classici: i tortelloni al ragù toscano e le immancabili pappardelle al ragù di cinghiale, seguiti dal cinghiale al cioccolato o dall’ottima carne alla griglia (con varianti di pesce il venerdì). Ad accompagnare i piatti, una curata selezione di etichette toscane servite da una splendida brigata di ragazzi del posto.

Siamo molto fortunati perché questi ragazzi sono davvero preziosi, hanno la massima fiducia da parte nostra e loro, viceversa, si fidano di noi”.

Area pranzo esterna del ristorante di notte, allestita sotto un grande tendone. I tavoli sono apparecchiati con tovaglie verdi e coprimacchia bianchi, circondati da sedie scure e alberi di ulivo illuminati da suggestive catene di luci calde.
Foto di gruppo all'interno del ristorante che ritrae quattro membri dello staff (due ragazzi e due donne) sorridenti e abbracciati, che indossano magliette scure e rosse, alcune delle quali con il logo del locale. Sullo sfondo si notano le travi bianche del soffitto e i portabottiglie di vino appesi alla parete.
Vista interna della sala del ristorante caratterizzata da un soffitto con travi bianche a vista, pareti rustiche chiare, tavoli e sedie in legno scuro apparecchiati. Sullo sfondo, una porta a vetri con tende giallo acceso si affaccia verso l'esterno, sormontata da mensole decorate con piante rampicanti.
Primo piano sfocato di un calice di vino rosso accanto a un ricco tagliere di antipasti toscani con fette di pecorino, gherigli di noci, confettura, crostini con paté di fegatini e ciotoline con olive e sottoli. Sullo sfondo si intravede un piatto di parmigiana di melanzane guarnito con basilico fresco.

Tagliere e parmigiana di melanzane

Un primo piano di un piatto di tagliatelle o pappardelle fresche al ragù di carne, decorate con una foglia verde. Una mano solleva una forchettata di pasta dal piatto in ceramica decorato con motivi floreali verdi e arancioni.

Pappardelle al ragù di cinghiale

Un piatto in ceramica decorata con motivi bianchi e azzurri contenente grandi tortelli o ravioli fatti in casa abbondantemente conditi con un denso ragù di carne e guarniti con una foglia d'alloro. A sinistra, un bicchiere di vino rosso accompagna la portata.

Tortellone al ragù toscano

Un piatto bianco da portata con uno spezzatino di cinghiale al cioccolato arricchito con pinoli e foglie di basilico viola, servito con il suo intingolo lucido e una spolverata di spezie sul bordo.

Cinghiale al cioccolato

Alloggio presso l’appartamento Vetulonia Romantica

Per l’alloggio scegliamo di rimanere a Vetulonia e torniamo da Tiziana Pisano che gestisce Vetulonia Romantica, una soluzione di due appartamenti proprio nel centro del paese. L’ingresso è unico, ma poi ciascun appartamento è autonomo e dotato di cucina completa, camera matrimoniale e bagno privato.

All’interno, poi, ci sono dei piccoli tesori, come l’armadio, il cassettone o la parete d’angolo che sono stati decorati da Tiziana stessa, che lasciano la sua impronta artistica anche all’interno degli appartamenti e non solo nel suo studio d’arte.

Ma la vera chicca, secondo me, è tutto lo spazio esterno dove è possibile rilassarsi al fresco anche nelle giornate più calde, dondolarsi sull’altalena, godersi l’idromassaggio al chiaro di luna e leggere un buon libro sotto gli alberi da frutto.

Letto matrimoniale con testiera in legno antico decorata, asciugamani piegati sul letto e una ghirlanda a forma di cuore rosso sulla parete.
Ingresso indipendente con porta in legno scuro, facciata esterna color arancione caldo, piante in vaso e rampicanti ai lati.
Cassettiera in legno stile vintage azzurra e marrone con specchi decorativi appesi sulla parete bianca in camera da letto.
Giardino con prato verde, una statua classica in pietra sotto un cespuglio di oleandro rosa e una sedia a sdraio arancione.
Vasca idromassaggio jacuzzi da esterno su una terrazza panoramica con tende gialle e vista sulle colline toscane.
Altalena in legno appesa a un grande albero in un giardino fiorito con ortensie rosa e vista panoramica sulle colline.

Le tradizioni popolari tra Castiglione della Pescaia, Tirli e Vetulonia da seguire in estate

Il Palio Marinaro a Castiglione della Pescaia

Per comprendere l’anima tradizionale di Castiglione della Pescaia, non c’è momento migliore della festa di Ferragosto, quando il paese si accende per il tradizionale Palio Marinaro, nato nel 1952 per valorizzare chi viveva di mare.

A raccontarlo è l’ex sindaco e presidente dell’Associazione Palio Marinaro Giancarlo Farnetani, che ricorda come la sfida nacque dividendo il paese nei quattro rioni storici: Castello, Piazza, Portaccia e Marina, a cui si aggiunse nel 1965 il rione Ponte Giorgini dopo l’espansione territoriale verso Le Marze.

Ci piace credere che l’idea di fare un Palio Marinaro sia stata pensata per promuovere il territorio e dare una soddisfazione a chi magari lavorava tutti i giorni in mare o aveva comunque degli interessi legati al mare. Il Palio è nato così, all’inizio degli anni cinquanta, quando Castiglione della Pescaia usciva dal periodo di guerra”.

Le radici di queste regate affondano in realtà nei primi dell’Ottocento, durante le feste per Santa Maria del Giglio. Ma fu negli anni Cinquanta che la gara fu inserita ufficialmente a Ferragosto come Palio dell’Assunta, un tempo accompagnata da sfilate di carri e dall’albero della cuccagna.

Se le prime sfide avvenivano su gozzi da pesca spaiati, oggi la competizione si corre su imbarcazioni regolamentari in legno. Nel tempo, l’entusiasmo è cresciuto: nel 1978 è nato il Palio giovanile e nel 1997 quello femminile, dove le ragazze si dimostrano da subito agguerrite.

Quest’anno si celebra la 70ª edizione del Palio Marinaro di Castiglione che verrà festeggiata con la consegna dei nuovi gozzi. Ecco le date del Palio 2026:

  • il Palio Giovanile sarà il 18 luglio alle ore 19:00;
  • poi, il Palio Femminile verrà disputato il 19 luglio alle ore 19:00;
  • infine, il Palio dell’Assunta sarà il 23 agosto alle ore 19:00, cui seguirà il Palio Straordinario dei veterani sul fiume Bruna il 13 settembre alle ore 17:30.
Inquadratura ravvicinata dall'alto di diverse barche da canottaggio bianche ormeggiate una accanto all'altra sull'acqua. I sedili delle imbarcazioni sono rivestiti con imbottiture di colore rosso e fucsia fissate con nastro adesivo. Sulla prua di una barca è visibile uno stemma arancione.
Manifesto ufficiale della 70ª Edizione del Palio Marinaro di Castiglione della Pescaia del 2026. Grafica su sfondo azzurro chiaro con un grande numero 70 dorato, il logo dell'evento circondato da remi colorati, i cinque stemmi dei rioni cittadini disposti in fila e, nella parte inferiore, un disegno stilizzato del castello e del borgo.
Gara di barche a remi in mare aperto durante il Palio Marinaro. In primo piano, due imbarcazioni con i vogatori in azione creano spruzzi d'acqua. Sullo sfondo, la collina di Castiglione della Pescaia sormontata dal suggestivo castello medievale sotto un cielo azzurro e limpido.

Courtesy of Associazione Palio Marinaro

Sfilata notturna lungo le strade illuminate del paese. In primo piano un gruppo di ragazze in abito bianco con fasce colorate che reggono mazzi di fiori, precedute da uomini in divisa che portano un grande stendardo con l'immagine di una santa e una corona d'alloro. Sullo sfondo si notano figuranti con bandiere e pubblico.

Courtesy of Associazione Palio Marinaro

Il Palio dei Ciuchi a Vetulonia

Spostandosi sulle colline di Vetulonia, la tradizione estiva si esprime al massimo con il Palio dei Ciuchi, una manifestazione nata nel 1951 che accende il borgo ogni prima domenica di settembre. A raccontarci l’atmosfera sono Manuela e Biancarosa Nesi dell’Associazione Amici di Vetulonia APS.

L’evento vede sfidarsi le quattro contrade storiche: Borgo, Colonna, San Guglielmo e Torre. Durante la settimana del Palio, il paese si riempie di colori, fiori e bandiere, ma il vero fulcro è la segretezza. Ogni contrada prepara addobbi speciali e cerca il ciuco perfetto per vincere, mantenendo il segreto più assoluto, persino all’interno delle famiglie dove il tema diventa un vero tabù. Anche l’autore del drappo del Palio resta un mistero fino alla mattina della festa.

L’elemento divertente è che, per il Palio, ogni contrada, ogni anno, cerca di preparare un addobbo diverso, che però è segreto, quindi si arriva alla settimana del Palio con la curiosità di scoprire cosa si sono inventate le altre contrade per stupire.

La giornata inizia con la sfilata dei figuranti, la benedizione e il ritmo dei tamburini, che coinvolgono attivamente anche i bambini del borgo. Poi, la gara vera e propria dura pochi ed emozionanti giri, dove la partenza e l’allineamento dei ciuchi rappresentano la sfida più complessa. Chi vince ha l’onore di offrire il rinfresco a tutto il paese, in un clima di sfottò e gioia collettiva che rende questa tradizione un’esperienza memorabile.

Fotografia in bianco e nero all'interno di un libro aperto. L'immagine mostra una scena storica del "Primo Palio" a Vetulonia, con una folla di persone in un vicolo del borgo e in primo piano un uomo sorridente che indossa un copricapo festoso. In alto a sinistra nella pagina compare la scritta "70 Anni di Emozioni".
Fotografia di una pagina di un libro che mostra un gruppo di uomini seduti attorno a un tavolo di legno all'aperto di sera. Alcuni suonano la chitarra e la fisarmonica, mentre altri cantano e assistono alla scena in un'atmosfera conviviale.
Primo piano di una persona che sfoglia un libro fotografico. La pagina aperta mostra una vecchia foto d'archivio del 2004 con un gruppo di bambini e ragazzi vestiti con costumi storici bianchi e neri, che posano davanti a un edificio addobbato con bandiere e fiori.
Un sacerdote in abito liturgico bianco alza l'aspersorio per benedire due asini tenuti alla corda dai loro conduttori su un prato verde, delimitato da balle di fieno. Sullo sfondo si notano spettatori e un gonfalone della contrada di Tirli.

Courtesy of Associazione Amici di Vetulonia APS

Foto di gruppo di un corteo storico davanti a un edificio in pietra. In prima fila, diversi ragazzi e bambini seduti imbracciano dei tamburi, mentre alle loro spalle posano adulti in costumi medievali colorati con bandiere e un grande stendardo blu raffigurante la Madonna.

Courtesy of Associazione Amici di Vetulonia APS

Un gruppo di figuranti in costumi storici medievali bianchi e neri posa in una piazzetta di Vetulonia. Tra loro ci sono una dama e un nobile al centro, dei bambini e degli sbandieratori con bandiere e un gonfalone sullo sfondo.

Courtesy of Associazione Amici di Vetulonia APS

Il torneo di Palla Eh! a Tirli, Vetulonia e zone limitrofe

Un’altra incredibile tradizione estiva è la Palla Eh!, un antico gioco di strada senza arbitri che oggi è candidato a diventare patrimonio immateriale dell’UNESCO. Considerato il precursore del tennis moderno, si gioca cinque contro cinque nelle piazze dei paesi, usando muri e scalinate come parte del campo.

L’azione di gioco inizia quando il mandatore lancia la sfera urlando “Eh!“, a cui gli avversari rispondono a gran voce. Il punteggio segue quello del tennis, ma a segnare le “cacce” col gesso sul pavimento è il caccino, l’unica guida della partita. A Vetulonia il lastricato in pietra romana rende i rimbalzi imprevedibili, tanto che il motto locale è “Battesse male!“, un augurio ironico per mettere in difficoltà gli avversari.

Il cuore pulsante di questa tradizione risiede nelle sue palline, piccoli capolavori di artigianalità. L’anima della palla è un piombino da pesca da 15 grammi, sapientemente rivestito di gomma elastica, lana e pelle di vitello recuperata dai pellettieri. A realizzarle a mano è Massimo Signori, artigiano di Tirli, che ha imparato l’arte quarant’anni fa da Dotto Toninelli e che oggi tramanda questo mestiere a un giovane di Vetulonia.

Ho iniziato da ragazzetto perché i grandi non ci davano le palline per giocare.

Primo piano ravvicinato del dito di una persona che indica una piccola sfera di piombo, usata come nucleo per la fabbricazione delle palle da gioco, appoggiata su un tavolo di legno venato accanto a una scatola con la scritta "Contessa".
Inquadratura ravvicinata delle mani di un artigiano che avvolge strettamente del filo di lana attorno a un piccolo nucleo per dare forma alla struttura interna di una palla da gioco tradizionale. L'uomo indossa una felpa in pile azzurra.
Pezzi di pelle sagomata di colore nero e azzurro distesi su un tavolo di legno. Sulla pelle sono visibili i segni delle linee guida per il taglio dei pannelli utilizzati per rivestire le palle da gioco, insieme a una dima di cartone.
Un artigiano con occhiali da vista dalla montatura rossa e una felpa azzurra è concentrato a cucire a mano i pannelli di pelle bicolore (nera e azzurra) per assemblare una palla da gioco. Sullo sfondo si nota un mobile rustico in legno.
Una collezione di numerose palle da gioco artigianali disposte su una superficie di legno. Le palle sono realizzate in pelle cucita a mano e presentano combinazioni di colori vivaci come rosso e bianco, azzurro e nero, rosso e giallo, viola e bianco.

Le date del torneo 2026 di Palla Eh! e dove si gioca

Ogni estate la rivalità tra i borghi si accende in un vero e proprio torneo che coinvolge Tirli e Vetulonia, ma anche Sassetta, Scalvaia, Piloni, Torniella e Ciciano. Nei fine settimana d’estate e sempre nello stesso ordine, ogni paese organizza il proprio torneo interno invitando tutti gli altri a partecipare.

Lo scontro si divide in due giornate. Il sabato è dedicato alle eliminatorie, dove tutte le squadre iscritte (fino a tre per ogni paese) si scontrano per decretare le finaliste del giorno dopo. La domenica è giorno di finali, senza alcuna limitazione di tempo o riduzione di gioco, che decreteranno la squadra e quindi il paese che si aggiudicherà l’ambita coppa detta in alcune zone “bimba”.

Gli appuntamenti del torneo di Palla Eh! per questa estate 2026 sono:

  • 27/28 giugno: Sassetta;
  • 18/19 luglio a Tirli;
  • 25/26 luglio a Scalvaia;
  • 1/2 agosto a Ciciano;
  • 8/9 agosto Torniella;
  • 15/16 agosto Vetulonia;
  • 22/23 agosto Piloni;
  • 29/30 agosto Grande Slam Ciciano.
Due giocatori di spalle su una strada di paese davanti a un muretto a secco. L'uomo in primo piano, con pantaloncini mimetici e un tatuaggio vistoso sul braccio, tiene una mano guantata alzata verso l'alto per chiamare il gioco o segnalare una battuta.

La squadra che riceve risponde “Eh!”.

Un gruppo di persone gioca a Palla eh! lungo una strada asfaltata di un paese. A sinistra si erge un alto muro di contenimento in pietra decorato con piante fiorite. I giocatori sono disposti lungo la via in pendenza, pronti a colpire o ricevere la palla.

Azione di gioco.

Un uomo che lancia una palla con il braccio alzato lungo una strada in salita. Indossa una maglietta nera, pantaloncini mimetici, un cappellino da baseball grigio e scarpe da ginnastica. Sulla sinistra si eleva un imponente muro di sostegno in pietra, decorato con piante fiorite rosa e rosse e altra vegetazione.

Azione di gioco.

Scena di gioco o post-gioco lungo una strada del paese ai piedi del grande muro in pietra. In primo piano, un ragazzo con una camicia a scacchi rossa è seduto o scivolato a terra sull'asfalto, mentre altri uomini camminano e interagiscono intorno a lui.

Azione di gioco.

Una scultura in legno raffigurante un giocatore stilizzato di Palla eh! con uno scudo a forma di stella, posizionata davanti a bottiglie di vino su una mensola. Sotto la scultura, una targa in legno elenca diverse località e anni, tra cui Torniella, Piloni, Tirli, Scalvaia e Ciciano dal 2012 al 2025.

La “bimba”, ambita coppa del torneo.

Un momento di pausa o controllo del campo durante il gioco in strada. Un uomo anziano si china per raccogliere o verificare la posizione della palla sull'asfalto, circondato dagli altri giocatori che camminano e osservano la scena. Sulla destra sporge il balcone di una casa con un vaso rosa.

Il “caccino” segna la caccia col gesso.

Un viaggio in quattro stagioni sul territorio di Castiglione della Pescaia, Punta Ala, Tirli e Vetulonia

Il nostro viaggio in quattro stagioni insieme al Consorzio Maremma Experience si conclude qui, sotto il sole caldo di un’estate maremmana. In questi mesi abbiamo raccontato il territorio di Castiglione della Pescaia, Punta Ala, Tirli e Vetulonia e i loro operatori che ci hanno dimostrato di essere ben più di una località balneare e basta. Sono persone con storie e progetti di accoglienza, dedite al turismo di prossimità, dove l’umanità e la lentezza sono i valori principali.

Se hai perso qualche tappa di questa rubrica, puoi recuperarne la lettura. Nel frattempo, datti il tempo di lasciarti incuriosire da ciò che leggi, dalle attività che più ti chiamano, dai ristoratori e dagli albergatori con le loro storie di gestioni familiari, e da queste piccole comunità collinari dove ti accolgono con affetto sincero. A me è successo così.

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