Guida ai musei fiorentini: le opere e le tariffe

Una guida ai musei fiorentini è quello che ci vuole per muoversi all’interno del grande mondo museale che Firenze ha da offrire.

In questo articolo ho il piacere di ospitare Cristina, che in qualità di laureanda in Storia dell’Arte e soprattutto appassionata di arte, ci darà i suoi preziosi consigli sui musei che proponiamo.

In questa guida ai musei fiorentini abbiamo scelto di individuare i musei che per noi sono imprescindibili. Ti raccontiamo il motivo di tale scelta, e per ogni museo Cristina ha fatto una selezione di 3 opere che possono incuriosirti e spingerti a visitare quel museo. Inoltre, ogni opera avrà una piccola spiegazione con aneddoti, curiosità e storia dell’opera.

Ma prima di cominciare, chi è Cristina?

Sono una laureanda in Storia dell’Arte a Firenze, con la passione per la fotografia e per i social. Il mio sogno è quello di poter lavorare come curatrice di mostre – possibilmente in uno dei musei di cui vi parleremo, perché sognare in grande non è mai sbagliato. 

Da pochi mesi ho aperto una pagina Instagram @paintingofthedayy dove racconto ogni settimana opere d’arte. Il mio obiettivo è quello di portare #piùartesuisocial in modo divertente e interattivo attraverso sondaggi, curiosità e quiz cercando di far avvicinare le persone all’immenso patrimonio artistico di cui godiamo, ma di cui molto spesso ci dimentichiamo.

sala interna di un museo

Guida ai musei fiorentini: Galleria degli Uffizi

Gli Uffizi sono una tappa imprescindibile di Firenze, considerato tra i musei più belli del mondo. Le sale allestite in ordine cronologico ti permettono di ammirare le opere di maggiore spicco di ciascuna città ed epoca.

Dalle sculture di epoca romana, passando per il Medioevo con Giotto e soffermandoci sull’immensa collezione rinascimentale di artisti come Botticelli, Raffaello, Michelangelo sembrerà di compiere un viaggio nel tempo attraverso l’immenso patrimonio di opere d’arte che il nostro paese offre.

Le opere da non perdere: Cristina consiglia

  • “Madonna di Ognissanti” di Giotto, 1310 circa – Sala 2 Il Duecento e Giotto

Il tema della Maestà – o Madonna in trono con Bambino e angeli- era stato uno dei temi più diffusi durante il Medioevo. Nella sala, infatti, è possibile ammirare e confrontare l’opera di Giotto con quelle precedenti del Maestro Cimabue e Duccio di Buoninsegna.

Giotto riprende da questi ultimi la tradizione del fondo oro e la “prospettiva gerarchica” che prevedeva la raffigurazione dei personaggi  più importanti – Madonna e Bambino- di dimensioni maggiori rispetto agli altri.

Allo stesso tempo, però, si differenzia da questi ultimi introducendo la tridimensionalità dello spazio compositivo (in particolare del trono), e dando maggiore volume ai corpi e una maggiore espressività ai volti che appaiono più umani e soprattutto diversi l’uno dall’altro.

  • “Nascita di Venere” di Sandro Botticelli, 1485 c. – Sala 10-14 Botticelli

L’opera raffigura Venere – dea della bellezza e dell’amore- che, spinta dai due venti Zefiro e Aura, giunge sull’isola di Cipro, dove viene accolta da Flora che le sta porgendo un manto per coprirsi.

La Venere di Botticelli è considerata da sempre l’ideale della perfetta bellezza femminile nell’arte, ma la sua raffigurazione presenta degli “errori”. Il braccio sinistro, infatti,  assume una conformazione anatomicamente parlando impossibile, così come il collo risulta essere troppo lungo in proporzione alla piccola testa e alla grande massa di capelli con la quale sta coprendo le sue nudità.

  • “Guditta decapita Oloferne” di Artemisia Gentileschi, 1620 c. -Sala 90 Caravaggio

Artemisia Gentileschi è una delle poche pittrice ad essersi distinte in un’epoca in cui gli uomini dominavano la scena artistica. Influenzata dalla pittura di Caravaggio riprende lo sfondo nero e i giochi di luci, oltre alla scelta di inserire spesso il proprio autoritratto per raffigurare i personaggi dei suoi quadri- come in quest’opera.

Artemisia raffigura l’episodio biblico in modo atipico rispetto agli artisti dei suoi tempi: sceglie infatti di rappresentare il momento esatto della decapitazione rispetto al momento successivo della fuga delle due donne.

La scelta non è casuale, poiché la violenza espressa nell’opera simboleggia il desiderio di rivalsa della donna, che pochi anni prima era stata violentata da Agostino Tassi, un collaboratore del padre.

Tariffe e contatti utili

Prezzo del biglietto intero: € 20

Biglietto ridotto: € 2 (qui puoi visualizzare tutte le tariffe di ingresso)

Entrata gratuita: la prima domenica del mese in occasione dell’iniziativa ministeriale #domenicaalmuseo

> non buttare il biglietto! Con questo biglietto puoi entrare gratuitamente nei cinque giorni successivi al Museo Archeologico Nazionale e al Museo dell’Opificio delle Pietre Dure.

Indirizzo: Piazzale degli Uffizi 6, 50122 Firenze

Puoi anche scegliere di prenotare la tua visita guidata alla Galleria degli Uffizi con Civitatis: in questo modo avrai l’accesso prioritario e salterai le interminabili ore di coda!

scultura marmorea all'interno di museo

Guida ai musei fiorentini: Galleria dell’Accademia

La Galleria dell’Accademia è il museo che ospita il maggior numero di opere al mondo di Michelangelo, tra cui il protagonista assoluto – il David.

All’interno della Galleria troviamo anche la gipsoteca dello scultore Lorenzo Bartolini – qui trasferita in seguito all’alluvione dell’Arno del 1966 – una cospicua collezione di opere pittoriche a fondo oro e per gli amanti della musica il Museo degli strumenti musicali.

Le opere da non perdere: Cristina consiglia

  • “David” di Michelangelo, 1501-1504

Se la Venere di Botticelli rappresenta l’ideale di bellezza femminile in arte, il David di Michelangelo è il corrispettivo maschile in scultura.

L’opera fu realizzata partendo da un enorme blocco di marmo manomesso in precedenza, uno svantaggio dal quale Michelangelo seppe ricavare una scultura eccezionale. Ci basti osservare l’incredibile realismo della fronte aggrottata, i muscoli in tensione e il dettaglio delle mani con le vene in superficie.

Anche il David, però, presenta degli “errori”: la testa e le gambe risultano essere sproporzionate rispetto al corpo. Per questo motivo sia l’originale che le due copie – davanti Palazzo Vecchio e al Piazzale Michelangelo – non sono ad altezza d’uomo, ma rialzati per fornire una visuale dal basso verso l’alto che nasconda tale sproporzione.

  • “I Prigioni” di Michelangelo, 1513-1530 ca.

I Prigioni sono un gruppo di sei statue – 4 conservate nella Galleria e 2 al Louvre – realizzate da Michelangelo per la tomba del Pontefice Giulio II. E’ interessante vedere come questi schiavi, totalmente diversi  dalla perfezione del David, ci appaiano quasi come delle figure mostruose che lottano con fatica per uscire dal marmo- di cui sembrano appunto essere prigionieri- a causa del loro stato di “non-finito”.

Questa differenza di stile rispetto alle opere precedenti di Michelangelo ha messo in dubbio a lungo la loro paternità.

  • “Il ratto delle Sabine” di Giambologna, 1574-1580

Nella Sala del Colosso è possibile ammirare il modello in terra cruda del “Ratto delle Sabine” che ritroviamo in marmo nella Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria.

L’opera ha una duplice interpretazione: da un lato rappresenta l’episodio dell’antica storia romana da cui prende il titolo; dall’altra raffigura le tre età della vita. L’uomo più anziano è sovrastato da un giovane, il quale regge una ragazza, a sua volta più giovane di lui, rappresentando, quindi, l’ inevitabile scorrere della giovinezza e del tempo.

Tariffe e contatti utili

Prezzo del biglietto intero: € 16

Biglietto ridotto: € 6 (qui puoi consultare il sito internet per maggiori informazioni)

Entrata gratuita: la prima domenica del mese in occasione dell’iniziativa ministeriale #domenicaalmuseo

Indirizzo: Via Ricasoli 60, 50122 Firenze

Anche per la Galleria dell’Accademia puoi prenotare la tua visita guidata con Civitatis!

scultura marmorea di nudo maschile

Guida ai musei fiorentini: Museo dell’Opera del Duomo

Il Museo dell’Opera del Duomo conserva le sculture originali che decorano il complesso del Duomo, del Battistero e del Campanile di Giotto.

E’ un museo che va assolutamente visitato per poter apprezzare al meglio le decorazioni del complesso di Santa Maria del Fiore, altrimenti impossibili da osservare ad occhio nudo. Il museo, inoltre, presenta un terrazzo dal quale è possibile ammirare, a pochissima distanza, la bellezza della Cupola del Brunelleschi.

Le opere da non perdere: Cristina consiglia

  • “Madonna in trono”- detta anche “Madonna dagli occhi di vetro” di Arnolfo di Cambio, 1296-1302

La Madonna è raffigurata come un’antica matrona romana, seduta in trono con il Bambino benedicente in grembo. Nonostante la severa compostezza e la monumentalità di tradizione bizantina, ciò che maggiormente colpisce è l’interesse per il realismo che vediamo nella resa corporea della Madonna – ricorda Giotto- e negli occhi realizzati con paste vitree.

Nel 1296 Arnolfo di Cambio era impegnato nella progettazione della nuova facciata del Duomo di Firenze, per la quale eseguì anche l’apparato decorativo di cui fa parte la “Madonna in trono”.

Inizialmente, infatti, la statua era ospitata nella lunetta del portale centrale di Santa Maria del Fiore, affiancata dai Santi protettori di Firenze: Reparata e Zanobi.

  • “Maddalena” di Donatello, 1455-1456 ca.

Nell’ultimo decennio della sua vita Donatello si allontana dagli ideali rinascimentali maturando una concezione artistica più profonda basata sull’analisi psicologica dei suoi personaggi. L’artista raffigura Maria Maddalena dopo il digiuno nel deserto: il volto è ossuto e sofferente, il corpo avvolto nei lunghi capelli, gli occhi incavati e la bocca dischiusa ci permette di intravedere i denti.

La sofferenza e il dolore che percepiamo osservando l’opera è accentuato dalla scelta di utilizzare il legno: un materiale umile, ma allo stesso tempo vivo, le cui ombre e luci realizzate con l’uso dello scalpello ci appaiono come ferite del corpo.

  • “Pietà Bandini” di Michelangelo, 1550-1555 ca.

Il gruppo scultoreo raffigura Gesù sorretto dalla Vergine, la Maddalena e Nicodemo. Il fulcro dell’opera è Cristo, rappresentato verticalmente mentre scivola verso il basso ormai privo di forze e di vita.

Il dolore è enfatizzato dalla torsione del busto e l’andamento a zig-zag della gamba in primo piano, ma anche dal senso rotatorio dato dai personaggi che si toccano l’un l’altro per aiutarsi a sorreggere il corpo. La figura di Nicodemo, all’apice della piramide compositiva, è l’autoritratto di Michelangelo che, ormai vecchio, osserva e medita sul mistero della morte.

Tariffe e contatti utili

Prezzo del biglietto intero: € 10 

Biglietto ridotto: € 5 (qui puoi consultare il sito ufficiale)

Indirizzo: Piazza del Duomo, 50122 Firenze

Guida ai musei fiorentini: Museo del Bargello

Il Bargello è uno dei musei più interessanti di Firenze, non solo per la collezione di statue rinascimentali tra le più notevoli al mondo, possiamo infatti ammirare le opere di Donatello, Michelangelo, Cellini,  ma anche per la storia del museo stesso.

Questo, infatti, prima di ospitare la vasta collezione di opere d’arte, era stato adibito a carcere dal duca Cosimo I de’ Medici.

Le opere da non perdere: Cristina consiglia

  • “Il sacrificio di Isacco” di Filippo Brunelleschi, 1401 – Salone di Donatello e scultura del 1400

Nella sala possiamo ammirare e confrontare le due famose formelle rappresentanti la scena biblica del “Sacrificio di Isacco” di Brunelleschi e Ghiberti.

Brunelleschi sceglie di rappresentare il momento preciso in cui Abramo sta per sacrificare Isacco e l’angelo interviene bloccandogli la mano, dando così maggiore vivezza, pathos e drammaticità alla scena. Ghiberti, invece, raffigura l’episodio in modo più lento e raffinato, scegliendo l’attimo che precede il momento principale.

La formella del Ghiberti è considerata la vincitrice del concorso bandito nel 1401 dall’Arte dei Mercanti per la realizzazione della porta Nord del Battistero, ma non tutti sanno che, in realtà,  i due lavori piacquero talmente tanto da creare indecisione nella proclamazione del vincitore.

Fu Brunelleschi che, scegliendo di andare a Roma per approfondire gli studi sulla prospettiva, lasciò la vittoria a Ghiberti.

  • “David” di Donatello, 1440 ca. – Salone di Donatello e scultura del 1400

Il David è l’opera più celebre di Donatello e allo stesso tempo l’emblema del Quattrocento italiano. Il protagonista è rappresentato come un giovane fanciullo dal volto delicato che ricorda una divinità greca, sebbene l’opera si discosti fortemente dalla tradizione classica.

Il David è raffigurato in un atteggiamento pensoso che contrasta con l’innaturale postura del corpo- che risulta fiera della vittoria su Golia. E’ interessante sapere che il David di Donatello è la prima scultura di un nudo – libera da elementi architettonici- rappresentata dai tempi dell’antica Roma.

  • “Dama col mazzolino” di Andrea del Verrocchio, 1475 ca.

L’opera del Verrocchio risulta essere estremamente innovativa per la scultura italiana dell’epoca. La novità consiste nella scelta da parte dell’artista di raffigurare la donna a metà busto, prestando particolare attenzione ai dettagli dell’abito, dell’acconciatura, ma soprattutto raffigurandole le mani con estremo realismo mentre stringono al petto il mazzolino di fiori.

Una scelta che rappresenta una novità nel campo della scultura, ma che proviene dalla pittura.

Tariffe e contatti utili

Prezzo del biglietto intero: € 10

Biglietto ridotto: € 5 (qui trovi maggiori informazioni)

Entrata gratuita: la prima domenica del mese in occasione dell’iniziativa ministeriale #domenicaalmuseo

Indirizzo: Via del Proconsolo 4, 50122 Firenze

Puoi scegliere di prenotare la tua visita guidata al Bargello con Civitatis.

cortile interno museo del bargello

Ma la cosa bella è che Firenze offre arte e cultura anche al di fuori degli spazi istituzionali. La città è un museo a cielo aperto, basta girare per il centro, e non solo, per rimanere affascinati dall’eredità artistica che ci è stata largamente lasciata. E per nostra immensa fortuna abbiamo la possibilità di ammirare opere artistiche anche in altri spazi.

In modo particolare ti segnaliamo:

  • Il crocifisso ligneo di Giotto, che puoi ammirare all’interno della Basilica di Santa Maria Novella
  • le due cappelle affrescate da Giotto nella Basilica di Santa Croce, la Cappella Bardi e la Cappella Peruzzi
  • le sculture posizionate all’esterno della Chiesa di Orsanmichele firmate da artisti quali Ghiberti, Donatello, Brunelleschi, Andrea del Verrocchio e altri.

Come sappiamo bene, Firenze è la culla del Rinascimento italiano, ma ospita anche musei di arte contemporanea e di altre forme di arte che possono essere una tappa imperdibile in città a seconda dei gusti personali. Qui ne segnaliamo quattro:

  • Museo del Novecento

Inaugurato solo nel 2014, il museo è completamente dedicato all’arte del XX° secolo e ospita opere provenienti da collezioni civiche. Il focus importante di questo museo è sull’arte italiana della prima metà del secolo.

Biglietto intero: € 9,50

Biglietto ridotto: € 4,50 (per maggiori informazioni vista il sito)

  • Museo Nazionale Alinari della Fotografia 

I progetti e le mostre del Museo Alinari nascono da ciò che racconta la fotografia storica e contemporanea unita a nuovi percorsi di comunicazione e alla gestione di nuovi format digitali.

Da non perdere se si è in cerca di qualcosa di diverso.

Sul sito ufficiale trovi i contatti e maggiori informazioni.

  • Palazzo Strozzi

La Fondazione Palazzo Strozzi organizza mostre di arte contemporanea all’interno di questo palazzo storico, nel centro di Firenze.

Sul sito tutti i dettagli delle mostre e i contatti utili.

  • Palazzo Pitti 

L’interno di Palazzo Pitti ospita diversi musei in quella che è stata la reggia di tre dinastie e scenario di vita pubblica e privata. Il Palazzo ha un ruolo importantissimo all’interno del grande patrimonio culturale – sapevi per esempio, che il genere dell’opera lirica nasce proprio qui? La prima opera lirica della storia fu messa in scena nel 1600 nel cortile interno di Palazzo Pitti.

È innegabile quindi il grande valore artistico di questo palazzo. Al suo interno trovi diverse collezioni: Galleria Palatina, Galleria d’Arte Moderna, Tesoro dei Granduchi, Museo della Moda e del Costume, e gli Appartamenti Imperiali e Reali.

Biglietto intero: € 16

Biglietto ridotto: € 2 (consulta il sito per maggiori informazioni)

Infine, come si suol dire last but not least, ti segnaliamo che puoi ammirare opere d’arte anche gratuitamente, senza spendere un centesimo. In questo articolo sugli indirizzi gratuiti imperdibili a Firenze trovi qualche spunto interessante.

Noi speriamo di averti dato in questa guida ai musei fiorentini indicazioni valide per orientarti meglio ed avere informazioni utili per scegliere i musei da visitare con maggiore consapevolezza.

Quale di questi musei ti incuriosisce di più? Oppure vorresti consigliare un altro museo che non abbiamo citato? Fallo nei commenti per dare il tuo contributo a questa guida ai musei fiorentini 🙂

p.s. Un enorme grazie a Cristina per il suo contributo speciale! Puoi trovarla sulla pagina Instagram che gestisce @paintingofthedayy in cui racconta l’arte con aneddoti, curiosità e spiegazioni.

 

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