Non riesco a ricordare la prima volta in cui i miei occhi hanno visto la Sardegna. Ci vado letteralmente da quando sono nata, fa parte di me ed è il posto in cui mi sento a casa. Qui c’è un angolo speciale, una zona che da quasi dieci anni è diventata il mio punto fermo ogni estate e che continuo a esplorare in lungo e largo per andare sempre più a fondo su cosa vedere in Ogliastra.
Non è un caso se l’Ogliastra è riconosciuta come una delle famose Blue Zone del pianeta, ovvero una delle pochissime aree al mondo a vantare la più alta concentrazione di centenari. Ogni volta che ci torno capisco il perché: l’aria pura ricarica i polmoni, il ritmo delle giornate rallenta, il cibo (quello vero, legato alla terra e ai pastori) ha tutto un altro sapore e soprattutto per conquistare il mare e le spiagge più belle dell’Ogliastra bisogna faticare e muoversi.
Ecco, quindi, cosa vedere in Ogliastra per vivere un’esperienza lontana dalle solite rotte. Questa terra incastonata tra il blu del Tirreno e le pareti calcaree del Supramonte è un micro-mondo a misura d’uomo, autentico e stranamente rilassato anche ad agosto.

Cosa vedere in Ogliastra: le spiagge che preferisco per guadagnarsi “il paradiso” a piedi
Lungo la costa orientale dell’Ogliastra le falesie di calcare a picco sul mare nascondono alcune delle calette più incredibili di tutto il Mediterraneo. E fidati di me: il modo migliore per godersele è arrivarci via terra, ripercorrendo gli antichi sentieri dei carbonai e dei pastori.
Sono sentieri che ormai ho battuto e ribattuto più volte, anno dopo anno, eppure ogni volta lo stupore per cotanta bellezza è lo stesso.

Cala Goloritzé
Cala Goloritzé è Monumento Naturale della Sardegna. Questo angolo dell’isola incanta i visitatori provenienti da tutto il globo grazie al suo maestoso monolito calcareo di 143 metri e al suggestivo arco di roccia modellato dal mare. La rigida tutela ambientale vieta l’accesso alle imbarcazioni a motore, preservandone l’atmosfera selvatica. Per questo, Cala Goloritzé è raggiungibile esclusivamente a piedi: ecco come arrivarci via terra.
Il percorso di trekking prende il via dal celebre Altopiano del Golgo e richiede un paio di ore di camminata in discesa, immersi tra pini marittimi e secolari boschi di leccio. È bene sottolineare che la salita al ritorno sotto il caldo estivo richiede un buon allenamento.

Cala Mariolu (Ispuligidenie)
Ormai per me è un appuntamento fisso dell’estate. Il nome sardo Ispuligidenie significa “pulci di neve” e descrive in modo azzeccato i sassolini tondi di marmo bianco che formano la spiaggia. Raggiungere Cala Mariolu a piedi è una delle escursioni più spettacolari ma anche tra le più impegnative che rifaccio quasi ogni anno. Servono scarpe da trekking, passo fermo e una buona preparazione fisica per via delle pendenze e di alcuni passaggi su roccia.
Ma la fatica è ripagata da momenti magici che vivrai lungo il sentiero, compresi gli incontri più inaspettati. Infatti, mi è capitato più volte, proprio lungo il percorso tra la vegetazione e le rocce, di incrociare asini al pascolo intenti a godersi l’ombra del bosco. E poi, arrivare giù prima che arrivino i primi barconi dal mare resta una soddisfazione impagabile.
Mi raccomando: le scarpe da trekking sono obbligatorie (no, le sneakers non bastano). Non fare l’errore che vedo commettere a troppa gente ogni anno. Per scendere e raggiungere queste cale servono scarpe da trekking vere. Il terreno calcareo è scivoloso, pieno di pietre mosse ed esposto al sole. Con le scarpe da ginnastica usurate si rischia di farsi male sul serio. Inoltre, controlla sempre i regolamenti comunali: per Cala Goloritzé le calzature adeguate sono obbligatorie e i controlli alla partenza del sentiero ci sono davvero.

Cala Biriola
Un’altra immancabile tappa dei miei trekking estivi in Ogliastra. Cala Biriola è protetta da una fitta macchia mediterranea e rinfrescata dall’ombra di un bosco di lecci letteralmente sospeso sulla scogliera. Il sentiero per arrivarci via terra richiede attenzione, ma la ricompensa è un tuffo in una vera e propria piscina naturale. Se ami fare snorkeling, questo è il posto perfetto, ma attenzione perché se soffri di vertigini o temi le grandi altezze, questo trekking non è indicato in quanto presenta dei tratti esposti.

Cala Sisine e Cala Luna
Caratterizzate da arenili più estesi, Cala Sisine e Cala Luna sorgono nei punti in cui le codule (le spettacolari gole calcaree del Supramonte) incontrano il mare. Raggiungerle a piedi comporta un’escursione lunga e impegnativa, ideale per chi desidera addentrarsi nella natura più incontaminata dell’Ogliastra. Gli imponenti scorci montani offerti dal percorso regalano una totale sensazione di isolamento, che ti farà perdere del tutto la percezione del tempo.
Un consiglio: molte di queste spiagge sono a numero chiuso per tutelarne l’ecosistema fragile. Ecco qualche app utile:
- Heart of Sardinia: è fondamentale per prenotare l’accesso e pagare il ticket ecologico per Cala Goloritzé (di solito le prenotazioni aprono qualche giorno prima) e per verificare la disponibilità dei posti per Cala Mariolu e altre calette del golfo;
- Wikiloc (o simili): su molti sentieri del Supramonte il segnale cellulare è totalmente assente. Scaricando le mappe offline dei percorsi, non rischierai di perdere la traccia GPS durante le camminate.

E non finisce qui: altre spiagge della costa ogliastrina
Se vuoi alternare i trekking più duri a giornate di mare un po’ più rilassanti (ma mai banali), ecco qualcuna delle altre spiagge dell’Ogliastra che frequento spesso e che ti consiglio:
- Spiaggia di Cea: famosa per i suoi Faraglioni Rossi (Scogli Rossi) che emergono da un mare cristallino con fondale basso e sabbia bianca sottile.
- Lido di Orrì: chilometri di sabbia finissima e acque trasparenti, che presentano vari accessi: pur essendo una delle più accessibili della zona, è così ampia che si riesce sempre a ritagliarsi il proprio spazio di tranquillità.
- Spiaggia di Coccorrocci: unica nel suo genere, è una lunghissima spiaggia composta interamente da ciottoli scuri, alle cui spalle domina il monte Ferru.
I borghi più belli in Ogliastra (secondo me)
Quando stacco dal mare, amo addentrarmi di qualche chilometro verso l’interno. È qui che si nasconde la vera anima di questa regione, tra borghi sospesi e storie d’altri tempi.
Baunei, il “balcone” sul Golfo
Situato a circa 400 metri d’altitudine, Baunei è un piccolo borgo il cui centro storico è un intreccio di viuzze strette ed edifici in pietra calcarea da cui è possibile godere di una vista panoramica su tutta la vallata. Da qui si sale, attraverso una strada altrettanto panoramica, verso l’Altopiano del Golgo, la zona di accesso ai sentieri per le cale sopracitate.

Ulassai, tra arte contemporanea e “tacchi”
Arroccato in una posizione scenografica ai piedi dei celebri “tacchi” (gli spettacolari altipiani calcarei dalle pareti verticali che caratterizzano quest’area e che si ergono nel paesaggio circostante), il comune di Ulassai rappresenta una vera e propria gemma dell’entroterra ogliastrino.
Questo borgo si è trasformato negli anni in un autentico museo a cielo aperto, custode della memoria e dell’eredità di Maria Lai. L’artista di fama internazionale ha saputo reinventare lo spazio urbano fondendo le sue installazioni d’arte contemporanea con il tessuto naturale delle rocce, i vicoli storici e le facciate delle abitazioni. Camminare tra le vie del paese significa poter toccare con mano e vedere coi propri occhi il legame profondo tra creatività umana, tradizioni locali e natura selvaggia.
Tra le cose da vedere a Ulassai, il paese di Maria Lai, ti segnalo le visite al museo dedicato a Maria Lai, Stazione dell’Arte, e alla cooperativa tessile artigianale Su Marmuri, alla quale l’artista regalò il disegno di una capra che ancora oggi le tessitrici riportano su tappeti e arazzi.

Santa Maria Navarrese, la porta di accesso via mare al Golfo di Orosei
Tornando sulla costa, Santa Maria Navarrese è perfetta per una passeggiata serale tra la sua torre aragonese del XVII secolo e la piazza ombreggiata da olivastri millenari. Consiglio la passeggiata al tramonto per poter vedere il sole che tinge il cielo di mille sfumature.
Inoltre, Santa Maria Navarrese è la porta di accesso alle escursioni giornaliere via mare che portano alle spiagge del Golfo di Orosei.

Gairo Vecchio, il borgo fantasma dell’Ogliastra
Se invece vuoi provare un brivido diverso, ti consiglio allora una visita a Gairo Vecchio. Si tratta di un villaggio ormai abbandonato a seguito di un’alluvione che nel 1951 ha distrutto praticamente tutto. Le amministrazioni locali proposero agli abitanti di ricostruire il paese in diversi villaggi sparsi nella zona: Gairo Sant’Elena (quello che oggi viene chiamato Gairo Nuovo), Gairo Taquisara e perfino una zona sulla costa che fu chiamata Marina di Gairo, ma che oggi corrisponde alla Marina di Cardedu.
Qui, a Gairo Vecchio rimangono solo gli scheletri delle vecchie abitazioni e poco altro: per questo oggi è definito il borgo fantasma dell’Ogliastra.
Cosa fare in Ogliastra all’aria aperta: avventure tra terra, acqua e sottosuolo
In Ogliastra annoiarsi è praticamente impossibile. Tutto il territorio del Supramonte, l’Altopiano del Golgo e le zone circostanti sono un vero e proprio paradiso terrestre per chi ama la vita all’aria aperta. Oltre ai trekking già citati, puoi esplorare questi paesaggi selvaggi anche in e-bike, a bordo di un quad per un tocco di adrenalina in più, oppure a cavallo al ritmo lento della natura.
Se non conosci bene la zona e preferisci muoverti in totale sicurezza o noleggiare il mezzo giusto, il mio consiglio spassionato è quello di affidarti ai ragazzi di Explorando Supramonte: conoscono ogni singolo angolo di questo territorio e sapranno guidarti al meglio.
Comunque, oltre ai grandi classici come il trekking a Perda ‘e Liana, Monumento Naturale d’Ogliastra, ci sono alcune tappe nell’interno e lungo i fiumi che devi assolutamente inserire nell’itinerario.
Le piscine naturali di Bau Mela (Villagrande Strisaili)
Situate nel territorio di Villagrande Strisaili, le rinomate piscine naturali di Bau Mela rappresentano una delle tappe idrologiche più affascinanti della Sardegna centrale. Questo straordinario complesso di bacini d’acqua è stato pazientemente scolpito nel corso dei millenni dallo scorrere del fiume, che ha modellato le imponenti masse di granito creando veri e propri idromassaggi naturali e spettacolari scivoli di roccia levigata. Immersa nella vegetazione lussureggiante, la zona è il luogo ideale per fare un bagno rigenerante e alternativo alle classiche spiagge della costa.
La grotta Su Marmuri (Ulassai)
Se ti stai chiedendo cosa fare in Ogliastra quando piove (o se vuoi esplorare il sottosuolo ogliastrino), la grotta Su Marmuri è ciò che cerchi. Custodita proprio sotto i celebri “tacchi” di Ulassai, è considerata una delle grotte più imponenti d’Europa per la maestosità delle sue sale e le immense cupole naturali. La visita guidata dura circa 90 minuti e si sviluppa su un percorso accessibile di 850 metri. Si parte scendendo circa 200 gradini per addentrarsi in un mondo sotterraneo fatto di laghetti, stalagmiti colossali come la Sala del Cactus (con imponenti colonne calcaree alte quasi venti metri!) e persino la più grande colonia italiana di pipistrelli miniotteri che qui trova rifugio.
Le cascate di Lequarci (Ulassai)
Nel territorio di Ulassai si trova anche un altro spettacolo naturale pazzesco: le cascate di Lequarci. Tra le più famose cascate in Ogliastra, vantano un salto d’acqua di circa 50 metri che scende direttamente dai maestosi “tacchi” calcarei per poi snodarsi nella valle tra boschi di lecci.
Mi raccomando: fai attenzione alla stagionalità perché le cascate di Lequarci sono a carattere temporaneo. Infatti, danno il meglio di sé dopo abbondanti piogge (solitamente nei mesi invernali o a inizio primavera). Se visiti l’Ogliastra ad agosto, potresti trovarle in “secca” o con una portata molto ridotta, ma la maestosità della parete di roccia e la camminata nel bosco ai piedi dei tacchi meritano comunque una sosta.
Le piscine naturali di Is Piscinas (Coccorrocci)
Le piscine naturali di Is Piscinas sono perfette da visitare in abbinamento a una giornata di mare. Si raggiungono direttamente a piedi lasciando la macchina al parcheggio della spiaggia di Coccorrocci. Risalendo lungo il corso del torrente, si incontrano queste splendide vasche di roccia con acqua fresca, perfette per fare un tuffo rigenerante, immersi nel silenzio della macchia mediterranea.
La grotta del Fico (Baunei)
Un’altra meraviglia sotterranea assolutamente da non perdere è la grotta del Fico, incastonata nella falesia a picco sul mare del Golfo di Orosei. Raggiungibile sia via mare che con un sentiero da terra per i più allenati, questa grotta è storicamente famosa per essere stata uno degli ultimi rifugi della foca monaca in Sardegna. La visita guidata si snoda su comode passerelle in legno sospese tra stalattiti, stalagmiti e sifoni marini che collegano l’interno direttamente al mare: una passeggiata al fresco davvero suggestiva.
Il Trenino Verde dell’Ogliastra
Se invece vuoi vivere un’esperienza dal sapore nostalgico e rallentare davvero il ritmo, salire a bordo del trenino verde dell’Ogliastra è un’idea bellissima. Questo storico convoglio a scartamento ridotto attraversa luoghi altrimenti inaccessibili, arrampicandosi lentamente tra i “tacchi” calcarei, i boschi di lecci e le gole impervie dell’interno (lungo la linea Arbatax-Lanusei). È un viaggio d’altri tempi che ti regala scorci panoramici sul Supramonte e sul lago del Flumendosa, perfetto per ammirare il lato più incontaminato dell’isola da un punto di vista del tutto unico.
Anche in questo caso fai attenzione a verificare operatività e corse: il servizio del Trenino Verde è a carattere turistico e stagionale (attivo principalmente nei mesi estivi) e le corse o le tratte disponibili possono variare di anno in anno.
Il sentiero delle Aquile (Gairo Taquisara)
Se cerchi un trekking di montagna puro, spettacolare e ben segnalato, questo percorso ti entrerà nel cuore, come è successo a me. Nel territorio di Gairo Taquisara, il sentiero si snoda tra maestosi “tacchi” calcarei, foreste di lecci e pinnacoli di roccia da cui si godono viste mozzafiato sull’intera vallata. Non è raro, alzando gli occhi al cielo, veder volteggiare proprio le aquile reali che nidificano tra queste pareti.
Il Selvaggio Blu
Lo cito per dovere di cronaca: è considerato uno dei trekking più difficili d’Europa (40 km tra falesie e calate in corda). Io per ora mi godo le singole tappe giornaliere, ma per i camminatori esperti è il sogno di una vita.
Prima di passare oltre, voglio condividere qualche altro consiglio utile per le visite appena raccontate. Per i trekking estivi verso le cale, la parola d’ordine è autonomia perché in spiaggia non ci sono bar o stabilimenti balneari. Per questo io mi porto sempre:
- almeno 2,5/3 litri d’acqua;
- sali minerali e snack energetici, pranzo al sacco, frutta secca o barrette;
- cappello e crema solare;
- eventuale maglia di ricambio (se visiti la Grotta Su Marmuri a Ulassai, porta anche una felpina perché si passa dai 35°C esterni ai 10°C interni in un secondo).

Cosa vedere in Ogliastra oltre il mare: sulle tracce dei giganti tra archeologia e storia antica
Quando si pensa all’Ogliastra si immagina subito il mare o la montagna, ma questa è anche una terra antichissima, custode di antiche storie nuragiche. Quando ho voglia di staccare dalle camminate sotto il sole, mi piace perdermi tra i suoi siti archeologici immersi nel silenzio. Ecco di seguito cosa vedere in Ogliastra a tema archeologico.
Il parco archeologico di Seleni (Lanusei)
Immerso in un meraviglioso bosco di lecci secolari a oltre 700 metri d’altezza, il parco di Seleni ospita un complesso nuragico con due Tombe dei Giganti e un villaggio. Grazie all’ombra degli alberi e al fresco della montagna, è una visita piacevolissima da fare anche nelle calde giornate d’agosto.
Il nuraghe S’Ortali ‘e Su Monti (Tortolì)
Il sito del nuraghe S’Ortali ‘e Su Monti racchiude in un unico luogo un complesso nuragico, un villaggio di capanne, una Tomba dei Giganti e persino menhir risalenti al Neolitico. È la dimostrazione di come, in Ogliastra, la storia millenaria e la natura selvaggia convivano a pochissimi minuti dalle spiagge più famose.
Dove mangiare in Ogliastra: viaggio sulle tavole ogliastrine
Diciamoci la verità: in Ogliastra si cammina tanto, ma si mangia anche divinamente. Il piatto simbolo sono i culurgiones: meravigliosi fagottini di pasta fresca ripieni di patate, pecorino e menta, chiusi a mano con la tipica spiga di grano (sa spighitta). E poi maialetto allo spiedo al profumo di mirto, formaggi caprini a latte crudo e pane pistoccu.
Se viaggi ad agosto o nei weekend estivi, gli ovili e i ristoranti tipici più autentici hanno posti molto limitati e si riempiono in un baleno. Riserva il tuo tavolo con almeno due settimane d’anticipo. E ricorda: nei pranzi o cene tradizionali il menu è fisso e abbondantissimo… vieni a stomaco vuoto.
Ecco di seguito 5 indirizzi del cuore dove mangiare in Ogliastra (e dove ti consiglio di prenotare).
Ovile Bertarelli (Baunei – Altopiano del Golgo)
Un’autentica cena pastorale in un antico ovile ristrutturato. Si mangia ciò che la famiglia produce, dal maialetto cotto a vista sul fuoco di legna ai culurgiones fatti in casa. Per me è l’appuntamento fisso di ogni estate.
Piscin’e Janas (Triei)
Immerso in un uliveto collinare, è il posto ideale per assaggiare la cucina tipica locale preparata con materie prime a km zero e assaggiare le ricette di famiglia.
Hotel Sant’Efisio (Talana)
Se vuoi assaporare i piatti più veraci, devi fare un salto qui nell’entroterra. I primi piatti sono tirati a mano e le carni locali sono cucinate a regola d’arte.
Agriturismo Donnolù (Tertenia)
Un’azienda agricola familiare a pochi minuti dal mare. Si cena nel cortile interno a menù fisso: dagli antipasti al dolce, si gusta la cucina tipica ogliastrina. Per me è una recente scoperta che però ha già fatto breccia nel mio cuore.
Sa Cadrea (Santa Maria Navarrese)
Consigliato per una serata speciale. Ha una terrazza panoramica a picco sul mare pazzesca ed è perfetto per unire la freschezza del pesce locale ai sapori della terra, magari godendosi il tramonto.
“Vado in Ogliastra a fare trekking e mangiare culurgiones”
Ogni anno, quando le persone mi chiedono dove trascorrerò il mese di agosto, la mia risposta non cambia mai: “In Ogliastra, a fare trekking e a mangiare culurgiones”. L’Ogliastra, secondo me, è un vero e proprio stato d’animo. È la certezza di ritrovare una Sardegna selvaggia, che ti stanca le gambe ma ti rigenera lo spirito.














































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