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Primavera in Maremma: le esperienze da fare tra Castiglione della Pescaia e Tirli

Mag 7, 2026 | grosseto, TOSCANA

Quando la primavera in Maremma inizia a scaldare la terra e a far fiorire la macchia mediterranea, il territorio di Castiglione della Pescaia e Tirli rivela uno dei suoi volti più umani e autentici. Lontano dalle spiagge affollate dell’estate, la bella stagione è il momento ideale per scoprire un’identità fatta di riti agricoli, artigianato consapevole e un legame indissolubile con la natura.

Inquadratura ampia di un'installazione artistica nel parco "Viaggio di Ritorno". La struttura in lamiera ondulata, simile alla fiancata di un relitto o di un grande animale, presenta al centro il motivo decorativo circolare fatto di ceppi di legno. Un ulivo sulla destra incornicia la scena.
Ciao, sono Giulia Maio

Mi occupo di progetti di narrazione territoriale dal 2018. Mi piace intercettare storie per raccontare il territorio con calma: credo che siano il vero valore aggiunto. Sono nata e cresciuta a Firenze: andare alla scoperta della Toscana più autentica è il fulcro di ciò che faccio.

Questo che stai per leggere è il quarto appuntamento di una rubrica annuale sponsorizzata dal Consorzio Maremma Experience per raccontare il territorio di Castiglione della Pescaia e dintorni nell’arco delle quattro stagioni, con racconti, storie, suggerimenti e consigli.

Una donna con un abito rosa svolazzante è in piedi su un sentiero sterrato illuminato dal sole, circondata da alberi alti, creando un'atmosfera serena e riflessiva.

Cosa fare in primavera in Maremma? 5 buoni motivi per visitare il territorio castiglionese nella bella stagione

In questo racconto di persone e luoghi, vi porto alla scoperta di esperienze e attività per vivere il territorio castiglionese attraverso gli occhi e le mani di chi lo abita: dalle feste agricole dalla storia decennale alle vibrazioni rigeneranti di un apiario, fino alle storie di chi ha scelto queste colline per cambiare vita. Ecco una guida completa per lasciarsi cullare dal risveglio della Maremma, con consigli preziosi su dove mangiare e dove dormire per un soggiorno completo.

Una mano che accarezza dolcemente il muso di un asino. Si vede il dettaglio del pelo dell'animale e la manica viola della persona che lo tocca.
Macro di fiori di glicine nelle tonalità del rosa e del bianco, con foglie verdi sfocate sullo sfondo.

Partecipare alla Festa di Primavera a Pian di Rocca

Nel cuore delle campagne castiglionesi, esiste un rito che da circa quarant’anni scandisce l’arrivo della primavera in Maremma. La Festa di Pian di Rocca è un presidio di memoria contadina che prende vita tra le mura di un cortile rurale in località Pian di Rocca, diventando, per un weekend, un palcoscenico di comunità. Nata per celebrare il mondo agricolo, oggi la manifestazione unisce tradizione e intrattenimento: dagli stand gastronomici che esaltano i sapori del territorio alle mostre canine, fino alle esibizioni di abilità per Jeep e quad.

L’anima dell’evento risiede nella continuità generazionale. Luca Comandi, oggi tra gli organizzatori, ricorda come lo spirito sia rimasto lo stesso di quando, da bambino, partecipava alle primissime edizioni. La Festa in Pian di Rocca è un mix di sfilate di moda, spettacoli comici e vita all’aria aperta che riunisce gli abitanti del posto e i viaggiatori che cercano un’esperienza di scoperta del territorio lontana dai circuiti turistici più battuti.

Un momento conviviale all'aperto durante una festa. In primo piano, due cani (un Golden Retriever e un cane a pelo corto color ruggine) si annusano con curiosità. Attorno a loro, diverse persone interagiscono; una donna con una sciarpa rosa sorride guardando i cani, mentre un uomo sulla destra tiene al guinzaglio il cane color ruggine.
Un uomo con i capelli ricci e una polo nera sorride in primo piano. Sullo sfondo si vede una piazza con gazebo bianchi e persone che passeggiano durante un evento all'aperto.
Veduta di spalle di una coppia che cammina in una piazza alberata. Sullo sfondo si scorgono un castello gonfiabile blu per bambini e altri partecipanti alla festa tra gli alberi di pino.
Foto d'epoca sgranata che ritrae due uomini impegnati a cucinare su grandi bracieri all'aperto, con del fumo che si leva dalle griglie.

Courtesy of La Festa in Pian di Rocca

Foto d'epoca a colori di cinque uomini in abbigliamento casual anni '80/'90 che posano abbracciati davanti a un edificio in pietra decorato con bandiere.

Courtesy of La Festa in Pian di Rocca

Visitare il Giardino Viaggio di Ritorno a Castiglione della Pescaia

A Castiglione della Pescaia, l’arte contemporanea non si limita a decorare il paesaggio, ma ne mette in discussione i ritmi frenetici. Il Giardino Viaggio di Ritorno, ideato dal bioarchitetto Rodolfo Lacquaniti, è un invito a rallentare e ritrovare la propria presenza. Nato quasi per caso nel 2002 dagli scarti di lavorazione della pietra di Rapolano, questo spazio è diventato il luogo in cui l’autore ha abbandonato l’architettura tradizionale per dedicarsi a un’estetica della consapevolezza. Qui, tra gli ulivi, il tempo si dilata attraverso opere nate interamente dal riciclo: cerchioni di trattori, lamiere, abbeveratoi per vacche e vecchie finestre di stalle trovano una nuova dimensione artistica.

Il giardino mette in discussione il sistema della vita contemporanea che è fortemente legato ai ritmi. Qui in giardino il tempo si allenta, e infatti l’ho creato in primis per me, per ricordarmi di rallentare.

Ogni installazione è un inno all’amore universale e alla resilienza, come dimostrano “Il cacciatore di stelle”, “La balena” o “Gli Altanti“, figure dalle braccia spalancate pronte ad abbracciare l’umanità e la natura. Alcune opere hanno richiesto oltre cinque anni di gestazione, attendendo che il materiale di recupero perfetto si palesasse. Tra i pezzi più intimi spicca “Il Traghettatore“, una barca donata da Porto Santo Stefano che richiama simbologie antiche, dagli Etruschi a Dante. Per Lacquaniti, rappresenta il ricordo di Ameneo, il pescatore che lo portava nel blu del mare sotto il cielo stellato: un monito a lasciarsi traghettare fuori dalle distrazioni odierne verso la pura presenza. La vera fortuna non è solo visitare questo giardino durante la primavera in Maremma, ma farlo accompagnati da Lacquaniti, che, passo dopo passo, racconta la genesi e il significato di ciascuna opera.

Un uomo con occhiali da sole e cappello militare guarda e indica una scultura metallica antropomorfa all'aperto. La statua sembra fatta di componenti meccaniche e tubi d'acciaio. Sullo sfondo, un uliveto soleggiato.

Rodolfo Lacquaniti e “Il cacciatore di stelle”

Un uomo con cappello e occhiali da sole gesticola mentre parla davanti a una scultura moderna a forma di barca rossa e bianca in un uliveto.

“Il traghettatore”

Particolare di una parete curva in lamiera ondulata grigia con un grande elemento decorativo circolare composto da numerosi tappi di sughero disposti a raggiera.

“La balena”

Un uomo in abiti casual posa accanto a una gigantesca scultura blu a forma di insetto (simile a una formica o un parassita) sostenuta da lunghe zampe metalliche. L'installazione si trova in un prato circondato da ulivi.

“Le formiche”

Scoprire il mondo delle api insieme all’apicoltore Massimo Mancini

A Tirli, uno dei borghi (o meglio, frazioni collinari) di Castiglione della Pescaia, esiste un modo quasi ancestrale per connettersi con la primavera in Maremma, ed è mettersi in ascolto del battito vitale di un alveare. Presso l’azienda agricola di Massimo Mancini, l’apicoltura supera i confini della produzione agricola per trasformarsi in uno strumento di benessere e di analisi bio-ambientale. Le api, infatti, sono instancabili sentinelle del territorio: muovendosi in un raggio di 3-5 chilometri, effettuano milioni di microprelievi di polline che, una volta riportati nell’alveare, offrono un quadro preciso dello stato di salute dell’ambiente circostante.

L’esperienza più suggestiva è la “casetta delle api“, un ambiente progettato per permettere all’uomo di beneficiare del lavoro dell’alveare senza disturbarlo. Grazie a una particolare rete, l’aria all’interno della stanza si satura degli oli essenziali prodotti dagli elementi presenti: miele, cera, propoli, pappa reale e persino il veleno. Questo processo avviene naturalmente: le api ventilano costantemente le celle per mantenere una temperatura interna ottimale di 35-36°C, e proprio questo movimento meccanico nebulizza le sostanze benefiche nell’aria. Respirando, le assorbiamo attraverso le mucose per via ematica, godendo di un trattamento rilassante unico nel suo genere.

Il ronzio delle api vibra a 432 Hz, la cosiddetta “frequenza dell’Universo” perché uguale alla risacca del mare, al fruscio delle foglie al vento, al battito cardiaco, ai ruscelli che scorrono.

Chiudendo gli occhi all’interno dell’apiario di Massimo, si percepisce una sintonia immediata con il ritmo del cosmo, una pratica di pura presenza che riconnette l’anima alla terra. Le diverse attività proposte da Massimo Mancini sono, peraltro, adatte anche ai bambini, poiché permettono loro di scoprire il magico mondo delle api con curiosità e in estrema sicurezza, affiancati anche dalla dolce presenza dei due ciuchi amiatini, Pinocchio e Lucignolo.

Ritratto di un uomo (Massimo Mancini) che sorride davanti alle sue arnie. Indossa occhiali da vista e una maglietta viola con la scritta "Let it Bee" e l'illustrazione di un'ape.
Primo piano di un uomo che accarezza dolcemente il muso di un asino, appoggiandovi sopra la mano. Il momento cattura un forte legame di affetto tra l'uomo e l'animale.
Tre arnie colorate (gialla, arancione e viola) disposte in fila su un supporto di legno davanti a una casetta di legno. Sul vetro della finestra è attaccato un termometro a forma di ape.
Dettaglio delle mani di un apicoltore che utilizza una leva metallica per sollevare delicatamente i telai coperti di api dall'interno di un'arnia in legno.
Un apicoltore in tuta protettiva gialla e maschera a rete lavora con le sue arnie all'aperto. Sta ispezionando un telaio rimosso dall'arnia, mentre vicino si vede l'affumicatore acceso.
Ingrandimento di un favo di api. Tra le numerose api operaie, spicca l'ape regina, distinguibile per l'addome più lungo e un piccolo contrassegno azzurro sul dorso.

Assistere agli spettacoli del Centro ippico La Bandita a Castiglione della Pescaia per scoprire la tradizione maremmana dei butteri

Vivere la primavera in Maremma significa anche avere la possibilità di conoscere uno dei suoi simboli più significativi, il cavallo. Al Centro ippico La Bandita di Luca Ficai, l’approccio all’equitazione si trasforma in un racconto di identità e tradizione. L’obiettivo di Luca è far comprendere agli ospiti l’intero percorso di un cavallo maremmano, partendo da quel momento delicato in cui un animale allo stato brado viene avvicinato per la prima volta: il primo contatto, la cura del mantello, l’abitudine al tocco umano. È un processo di fiducia reciproca che Luca vive quotidianamente con il suo Tyson.

Il cavallo è molto personale, è un compagno di lavoro per me, Tyson sa che ho bisogno di lui per lavorare e che mi fido di lui, quindi si crea proprio un rapporto speciale col cavallo.

Presso il centro, i visitatori possono immergersi nelle abitudini dei butteri, scoprendo i segreti della monta maremmana e l’uso degli strumenti storici. Uno dei protagonisti è l’uncino, uno strumento da lavoro essenziale realizzato in legno di corniolo (o crognolo, in dialetto). Questa essenza lignea, scelta per la sua resistenza, viene modellata con il fuoco per ottenere la curvatura desiderata e una forcella ampia, fondamentale per lavorare con i puledri o per gestire i cancelli delle tenute senza scendere di sella.

Le attività tra cui poter scegliere per godere della bella stagione sono molteplici: da una lezione di avvicinamento a una passeggiata a cavallo tra i sentieri della pineta in fiore o un’escursione sulla spiaggia; dagli spettacoli folkloristici che mettono in scena la maestria dei cavalieri fino al battesimo della sella per i bambini sui pony. Nel suo centro ippico, Luca lavora per far capire ai propri ospiti che ci sono ancora oggi tradizioni dei butteri maremmani che raccontano perfettamente l’identità di questo territorio.

Un uomo con i capelli grigi sorride guardando con affetto un cavallo baio all'interno di una stalla in legno. L'uomo tiene le mani sul muso dell'animale in un gesto di complicità.
Un suggestivo primo piano dell'occhio di un cavallo baio. Nella pupilla scura si riflette il paesaggio circostante del centro ippico.
Un momento di complicità tra l'uomo e il suo cavallo all'interno di una stalla. L'uomo guarda con affetto l'animale, che indossa una cavezza in corda bianca.
Un uomo monta un cavallo baio all'interno di un recinto di sabbia. Tiene in mano un bastone e sembra impegnato in un'esercitazione o nel lavoro tradizionale dei butteri.
Primo piano dettagliato della sella tradizionale in cuoio e dei finimenti di un cavallo, mettendo in evidenza la lavorazione artigianale e l'usura del materiale.
Ritratto a figura intera dell'uomo a cavallo in un prato verde. Il cavallo indossa una bardatura tradizionale maremmana in cuoio.

Lasciarsi incuriosire dal lavoro artigianale e artistico delle Creative di Tirli

Salendo nuovamente sulle colline che dominano il litorale, tra i boschi di castagni e lecci, il borgo di Tirli accoglie un’alta concentrazione di artiste e artigiane, le Creative di Tirli, che costituiscono un collettivo tutto al femminile e tramandano un’eredità preziosa. Infatti, un nutrito gruppo di donne del paese (Valentina Di Giacinto, Cinzia Ramazzotti, Giuliana Ramazzotti, Viola Tiberi, Gaia Signori, Marina Nicol, Adriana Chimenti, Etruria Ramazzotti, Silvia Ramazzotti, Stefania Corsi, Floride Stefanini, Catia Sordi, Jessica Bartoli e Francesca Notari), dalle più giovani alle anziane, mette in campo il proprio saper fare, la propria manualità e la propria creatività, in un dialogo generazionale che coinvolge in uno scambio continuo di saperi.

La manualità delle donne di Tirli spazia tra diverse tipologie di artigianato e creatività. Tra i vicoli di Tirli nascono opere di pittrici e illustratrici che catturano la luce maremmana, ma anche creazioni di ricamatrici che portano avanti l’arte del filo con una precisione antica e oggetti artigianali unici. La particolarità risiede nella loro scelta di non avere un punto vendita fisso, poiché preferiscono portare il proprio talento direttamente agli eventi e alle fiere locali, dove i loro stand diventano laboratori a cielo aperto e occasioni di scambio coi visitatori.

Un gruppo di piccoli portachiavi a forma di cinghiale, realizzati a mano con la tecnica amigurumi (uncinetto) color marrone, adagiati all'interno di un contenitore in legno naturale o sughero.
Piccole saponette artigianali confezionate in sacchetti di organza bianca, disposte in un cestino di vimini. Ogni sacchetto ha un'etichetta rotonda con il logo "La Fata dei Boschi", che raffigura la silhouette di una fata seduta tra le foglie.
Una donna con gli occhiali e una camicia a fantasia sta in piedi accanto a un tavolo dove sono esposti vari prodotti artigianali, tra cui magliette stampate, tazze decorate, libri e zainetti con immagini naturalistiche.
Una collezione di borse fatte a mano all'uncinetto in vari colori vivaci: rosso, fucsia, blu e nero. La borsa rossa in primo piano presenta una piccola targhetta metallica con la scritta "Handmade".

Dove mangiare e dove dormire tra Castiglione della Pescaia e Tirli

La mia cena al Ristorante Da noi due a Castiglione della Pescaia

Una sorpresa davvero inaspettata in questa primavera in Maremma è stata l’incontro con la cucina di Sabrina Riello al ristorante Da noi due, a Castiglione della Pescaia. In questo angolo di Castiglione si varcano i confini regionali per approdare in Sardegna perché Sabrina arriva proprio da Carbonia. Qui la Sardegna non è solo un’ispirazione, ma un’identità profonda che affonda le radici nel Sulcis Iglesiente e nell’Oristanese.

Mi sono concentrata sulla mia zona, il Sulcis-Iglesiente, e sull’Oristanese perché papà era di Arborea: ogni piatto sul menù è famiglia per me, e così mi sento meno lontana dalla mia terra.

Insieme alle figlie Elisiana e Giulia, Sabrina è diventata un punto di riferimento per chi cerca un’accoglienza genuina e una materia prima eccellente. Se il pesce è rigorosamente locale, tutto il resto (dai formaggi ai prodotti tipicamente sardi come fregula e pane carasau) arriva direttamente dall’isola. Interessante la scelta di seguire la stagionalità sarda anziché quella prettamente maremmana: questo significa, per esempio, che a giugno il menù celebrerà il tonno, così come avviene nel sud Sardegna e in modo particolare a Carloforte.

Interno accogliente di un ristorante con pareti in pietra a vista e mattoni rossi. Si vedono tavoli in legno apparecchiati e scaffali colmi di bottiglie di vino.
Ritratto di una donna con i capelli grigi all'interno del ristorante. Indossa una camicia azzurra e diverse collane di perle, posando davanti a una parete in pietra decorata con bottiglie di vino e una mappa.
Un tentacolo di polpo grigliato con evidenti segni di brustolatura, servito al centro di un piatto fondo con una vellutata di pomodoro o peperoni. Il piatto è guarnito con pomodorini confit interi e qualche fogliolina di erba aromatica fresca.

Polpo alla pizzaiola

Primo piano di un piatto di fregola sarda ai frutti di mare, con cozze, vongole e grandi scampi. Sullo sfondo si vede un calice di vino rosso.

Fregula di mare

Un piatto di spaghetti conditi con frutti di mare, tra cui cozze e vongole, spolverati con bottarga. Accanto al piatto è presente un calice di vino rosso.

Spaghetti cozze, vongole e bottarga

Il mio alloggio all’hotel L’approdo a Castiglione della Pescaia

L’hotel L’Approdo rappresenta un’istituzione a Castiglione della Pescaia. Gestito oggi con estrema passione da Paola Bianchi, l’hotel porta avanti l’eredità dei genitori che, fin dai primi anni ’70, hanno fatto dell’ascolto e della presenza costante il loro marchio di fabbrica.

Facciamo questo lavoro con piacere, ogni giorno non è mai uguale al precedente, e incontriamo sempre nuove persone con cui condividere qualcosa.”

Paola ha saputo evolvere questa tradizione, trasformando la struttura in un punto di riferimento per chiunque cerchi un’attenzione personalizzata, che si tratti di accogliere viaggiatori con cani al seguito o cicloturisti, e di gestire con estrema cura le necessità di chi soffre di intolleranze e allergie. La struttura è stata pensata per essere accessibile a tutti, abbattendo le barriere architettoniche e mantenendo un dialogo aperto con gli ospiti.

Chiediamo sempre ai nostri clienti come possiamo migliorare perché nessuno meglio di chi vive l’hotel quotidianamente può darci suggerimenti preziosi.

Vista da una finestra aperta su un porto canale con barche da pesca ormeggiate, un ponte e gli edifici colorati di Castiglione della Pescaia sullo sfondo.
Un aperitivo servito su un bancone di legno con vista sul mare e sul porto di Castiglione della Pescaia. In primo piano, un calice di vino bianco gelato, una coppa di vetro colma di patatine croccanti e un piattino con stuzzichini gourmet.
Una camera d'hotel luminosa con un letto matrimoniale bianco e una grande carta da parati dietro la testiera che raffigura una grotta marina affacciata sull'acqua cristallina.
Una donna sorridente con capelli ricci, occhiali da vista e una giacca azzurra, fotografata su una terrazza con vista sul porto e sul canale di Castiglione della Pescaia.
Una colazione composta da un cornetto, uova strapazzate con un panino integrale, un caffè macchiato e un succo rosso, serviti su piatti con il logo "L'Approdo".

La mia esperienza di alloggio Alla Meria a Tirli

Ci sono luoghi capaci di esercitare un richiamo così forte da indurre le persone a cambiare vita. Tirli è uno di quei luoghi perché Stefano Puntillo e Luciana Isabella Momentè con la figlia ventenne Margherita la propria vita l’hanno cambiata davvero. Nel 2024 hanno lasciato Milano per trasferirsi stabilmente a Tirli e dare nuova vita all’affittacamere Alla Meria. Dopo anni trascorsi a frequentare questa zona della Maremma da turisti, la famiglia Puntillo ha scelto di trasformare la propria passione in un progetto quotidiano, non senza difficoltà, rilevando e ristrutturando una struttura già esistente per farne un rifugio di ospitalità a Tirli.

La loro è una storia di coraggio e di “ritorno” a una dimensione più umana. Colpisce in particolare la scelta della figlia Margherita, che ha abbracciato con entusiasmo questa “scelta inversa”, preferendo il silenzio e le tradizioni del borgo alla vita milanese.

Nessuno di noi tornerebbe mai indietro alla vita di Milano, a noi qui sembra di essere in famiglia da anni, pur essendo arrivati da relativamente poco.

Un uomo e una donna posano sorridenti sulla soglia dell'affittacamere "Alla Meria" a Tirli. Sopra di loro una tenda parasole marrone; accanto alla porta, grandi vasi in terracotta con piante grasse.
Interno di una camera da letto accogliente dell'affittacamere. Il letto matrimoniale ha una vivace coperta rossa e cuscini coordinati; alle pareti sono appesi dei quadri e la luce naturale entra da una finestra aperta.

Inoltre, questo affittacamere si propone anche come Home Gallery, offrendo i propri spazi espositivi ad artisti e artiste, e aprendo le proprie porte anche ai non ospiti: non si tratta di semplici mostre, ma di occasioni di incontro per la comunità durante le quali si creano rete, accoglienza e confronto.

Quattro donne sorridenti siedono all'aperto su una panca davanti a una casa dal muro rosa a Tirli. Indossano grembiuli neri da lavoro, suggerendo la loro attività di pittrici o artigiane.

Vivere la primavera in Maremma significa immergersi in un territorio che in questa stagione dà, probabilmente, il meglio di sé. Quando ancora i flussi turistici non sono esplosi, quando ancora la costa non è presa d’assalto e quando ancora si può vivere il territorio di Castiglione e Tirli con lentezza, è possibile scoprire questo angolo di Maremma a un ritmo più lento e umano per conoscere, approfondire e toccare con mano.

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