Nessuno ci insegna ad essere resilienti

Estratto della newsletter di giugno, Nessuno ci insegna ad essere resilienti

Qualche giorno fa mi sono imbattuta per puro caso nel podcast di Paola Maugeri PMConfidential. Ho ascoltato il primo episodio nel quale la Maugeri, oltre a presentare il podcast, parla di resilienza.

La resilienza come capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi; in psicologia come la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Essere resilienti significa imparare a vivere facendo dell’ostacolo un trampolino di lancio, della debolezza una forza, dell’impossibilità una serie di possibilità.

Nessuno ci insegna a essere resilienti, anzi, ci insegnano a non volare alto, a non desiderare grandi sogni perché possono farci male. Resilienza per vivere una vita di valore.

Ecco, il punto è proprio questo, nessuno ce la insegna, la resilienza.

Tante volte ci ritroviamo nel bel mezzo dell’arena senza sapere come fare a sopravvivere mentre un toro inferocito ci sta puntando. Un po’ come quando “si insegna” ai bambini a nuotare semplicemente tuffandoli in acqua. Toh, questo è il problema ma non esiste il foglietto illustrativo né le istruzioni dell’Ikea. Buona fortuna!

Ecco, molto spesso è così, e scommetto che almeno una volta nella vita ti è capitato. Ritrovarti nel bel mezzo dell’oceano senza saper nuotare, intendo. E io sono la prima eh. Nell’arco di neanche 3 anni se ne è andato prima mio nonno, poi mia zia per un tumore, poi i miei genitori si sono separati. Sono passata dall’immaginare lontanamente l’idea di fare Natale con mamma e Pasqua con babbo al ritrovarmici dentro quell’idea, catapultata in un casino dietro l’altro.

Come si sopravvive?

E chi cavolo lo sa!

Però si fa, ci si rimbocca le maniche e un modo si trova. Non dico che sia semplice, né tanto meno che il modo rimetta tutto a posto come era prima, perché a come era prima non si può tornare quando c’è un “prima” e un “dopo”.

Ci si adatta, ci pieghiamo agli urti e teniamo duro. Ci si abitua alla nuova realtà perché il dolore non passa, al dolore ci si abitua semmai, ma non passa.

Nessuno ci insegna a essere resilienti, nessuno ci dice come sopravvivere, lo impariamo a spese nostre. E dopo quello che è successo in questi ultimi mesi vorrei solo che ci rendessimo conto di quanto abbiamo imparato perché in un modo o nell’altro (spero in quello meno doloroso possibile) ne siamo uscite.

C’è stato un “prima” e c’è adesso un “dopo”. E ci stiamo abituando a questo “dopo”, con tutto ciò che comporta.

Quindi guardati, riconosci la tua resilienza e siine consapevole.

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