So cosa non voglio

So cosa non voglio.

Già, è un pò strana, forse, come frase. Di solito si ragiona su quello che si vuole. Voglio un lavoro fatto così, voglio raggiungere questo obiettivo entro sei mesi, voglio una casa fatta cosà. Voglio, voglio, voglio. Ma ci pensiamo mai invece a ciò che non vogliamo?

Una costante della mia vita

È strano, lo so. E lo è ancora di più, perché tra dieci giorni esatti sarà il mio compleanno e di solito per il compleanno si esprime un desiderio chiedendo qualcosa o si fanno bilanci di quello che abbiamo fatto ponendoci nuovi obiettivi.

Ecco, per quest’anno niente di tutto ciò. Quest’anno voglio ragionare su ciò che non voglio.

Che poi, se ci penso, nel bene o nel male è sempre stata una costante della mia vita.

Nel mio non avere avuto un’idea precisa su cosa volessi fare “da grande”, ho sempre avuto chiara una cosa. Ho sempre immaginato di fare qualcosa di grande, qualcosa che lasciasse un segno, qualcosa che aiutasse davvero le persone. A dir la verità mi immagino a parlare su un palco del Ted, magari scrivere un libro, condividere quello che ho. E in questa non chiarezza, però, una cosa era chiara: non volevo passare la mia vita in un ufficio, chiusa tra quattro mura.

Se vi dicessi che nel 2015 quando ho deciso di intraprendere questo cammino sapevo già cosa avrei voluto fare, come farlo, chi coinvolgere e in quali progetti declinarlo, sarei una bugiarda. La verità numero uno è che non sapevo nulla, la verità numero due è che quando si è all’inizio, ma anche quando si è già intrapreso un percorso, può essere tutto sfuocato, non ben definito.

Dopo essermi diplomata ho vissuto forse l’anno più brutto, non avevo voglia di continuare a studiare, cercavo un lavoro senza trovare granché e parallelamente cercavo di capire cosa fare della mia vita perché sapevo che la combinazione università-lavoro-matrimonio-figli non faceva per me. È stato un anno strano, fatto di molti bassi e pochi alti, un anno di tentativi, di cose mai capite e di passaggio.

Non mi piace accontentarmi, non l’ho mai fatto. In nessun ambito della vita. A scuola non mi sono mai accontentata del sei, in palestra ho sempre dato tutto quello che potevo, non mi riempio la vita di relazioni a malapena accettabili in attesa di meglio (in quel caso preferisco il nulla, che poi, alla fine, sono un’anima solitaria), sul lavoro non ho mai neanche lontanamente immaginato una vita in ufficio.

(Questi sono quattro passaggi di altrettante caption Instagram che ho scritto nelle ultime 2-3 settimane. Come dicevo, una costante della mia vita.)

ragazza di spalle con vestito giallo davanti a ponte su fiume

Perché capire ciò che non si vuole

Che senso può avere ragionare su ciò che non si vuole? Un senso molto importante. Capendo ciò che non voglio, comincio a togliere dal raggio delle mie possibilità alcune strade, comincio a fare un lavoro di limatura in modo che pian piano rimangano le opportunità che più mi fanno star bene.

E bada bene, non tutti hanno il pallino fisso fin da piccoli su cosa voler fare delle propria vita. E non capisco perché questa cosa viene vista come negativa, viene vista come un non aver obiettivi, non avere aspettative, essere allo sbando. Non è così. Sai, per individuare una strada ci sono mille modi e lo si può fare anche grazie ad un lavoro di limatura togliendo ciò che non si vuole.

Non siamo meno di quelli che hanno il pallino fisso fin da piccoli. Non siamo meno di quelli che vogliono la combinazione università-lavoro-matrimonio-figli. Non siamo meno di nessuno, siamo solo diversi. Abbiamo scelto un modo diverso per raggiungere la nostra strada, e ti dirò la verità, la mia strada non ha ancora un nome preciso e delle coordinate geografiche reali, sto ancora cercando. 

Ma va bene così – d’altronde, chi può dire cosa va bene per me stessa meglio di me?

Invece di mettere, tolgo

Per questo mio compleanno voglio proprio limare via altre possibilità che non fanno per me. Siamo sempre a porci nuovi obiettivi, nuove mete, strategie, piani e progetti – e io sono la prima a farlo. Ma per questo anno invece di mettere, tolgo. Invece di pormi nuovi obiettivi (che vanno comunque benissimo e fanno comunque parte della mia vita e del mio lavoro, sarebbe impossibile il contrario), limo via qualche possibilità che non mi rende felice.

La settimana scorsa ho incontrato per la prima volta Cristina (@crisbenefico) e parlando con lei mi sono proprio accorta di come io, quando arriva il momento di raccontarmi un pò a chi ancora non mi conosce bene, parto sempre da ciò che non voglio.

Again, una costante della mia vita.

(Ti dice niente la frase Non ho mai voluto una vita convenzionale?)

So cosa non voglio

Quindi, ecco cosa non voglio:

  • non voglio chiudermi in un ufficio per il resto della mia vita
  • non voglio vivere per lavorare, voglio lavorare per vivere
  • non voglio persone tossiche nella mia vita
  • non voglio limitarmi a un lavoro, una professione, una carriera
  • non voglio guardarmi indietro e pensare a cosa sarebbe successo se solo ci avessi provato
  • non voglio accontentarmi
  • non voglio aspettare che le opportunità piovano dal cielo, me le voglio creare – flash news: le opportunità non piovono dal cielo, dal cielo piove solo acqua
  • non voglio smettere di scrivere così, con mille parentesi, incisi e dettagli irrilevanti 
  • e soprattutto, non voglio smettere di essere coraggiosa (o almeno ci provo)

Cercherò di tenere sempre a mente questi punti quando dovrò prendere decisioni e scelte importanti perché un discorso è scrivere questi non voglio, un altro è metterli in pratica ed esser loro fedele nel rispettarli.

Ma è importante che io, tu e chiunque altro almeno ci provi ad essere fedele a se stesso. È importante per le persone che vogliamo essere perché

alla fine le scelte che facciamo oggi determinano le persone che diventeremo domani.

 

 

 

 

 

 

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