“Se uno non ce l’ha, non se lo può dare”

Estratto della newsletter di febbraio, “Se uno non ce l’ha, non se lo può dare”, ovvero come darsi coraggio

Non è una novità, lo sappiamo bene, il mondo corre veloce e spesso ci troviamo a corrergli dietro per tenere il passo, nella vita reale e anche online.

E allora mi piace un attimo rallentare, rimettere a fuoco e ripartire con calma.

E quando riparto, di solito lo faccio da ciò che per me è importante: le persone, le opportunità, i sentimenti.

Il mio rapporto col coraggio è iniziato per caso qualche estate fa, quando mi sono ritrovata in una situazione in cui mi sono detta: “O ti butti, o rimani col rimpianto!”.

Non so bene cosa scatta nella testa, ma arriva un punto in cui il coraggio ti coglie all’improvviso. E non so se mi trovo d’accordo col buon vecchio e caro Manzoni quando diceva che “il coraggio, uno, se non ce l’ha, non se lo può dare”.

Anzi, credo proprio di non essere d’accordo. Credo che al coraggio si debba essere educati, credo che di storie di coraggio ne sia pieno il mondo, e che quelle di persone normali siano estremamente più empatiche di quelle dei supereroi – che poi, alla fine, io non ci credo nemmeno ai supereroi.

Già, l’empatia. Empatia e coraggio in un certo senso vanno a braccetto.

Se cerchiamo la parola coraggio sul vocabolario troviamo “forza morale che permette di affrontare situazioni difficili”, e se scorriamo un po’ più sotto, troviamo anche che deriva da cor habeo, ovvero avere cuore, e infatti significa anche mostrare il petto (o il cuore) all’incerto e al pericolo, mostrandosi saldamente disposti al sacrificio.

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I miei consigli per approfondire e darsi coraggio

  • Senza ombra di dubbio, puoi educare il tuo spirito al coraggio, e puoi farlo, per esempio, leggendo Coraggio! di Gabriele Romagnoli.

 

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