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R-allentare la tensione, il viaggio slow

Estratto della newsletter di ottobre, R-allentare la tensione, il viaggio slow

Rallentare è un verbo che il vocabolario descrive genericamente come l’azione di rendere più lento qualcosa. Ma se leggiamo tutta la spiegazione del significato si trova anche scritto che rallentare è l’azione di rendere meno teso. Quindi banalmente potremmo dire che rallentare significa anche allentare la tensione.

Questa cosa bellissima del rallentare non è solo applicabile alla vita quotidiana o alla routine del lavoro, ma è da applicarsi anche e soprattutto ai viaggi.

Spesso infatti, anzi, quasi sempre, quando prenotiamo un viaggio, cominciamo a cercare info su cosa vedere, dove alloggiare, cosa mangiare, dove si trovano spot instagrammabili e via dicendo. Cominciamo a programmare tutto il viaggio, dall’arrivo in aeroporto fino alla ripartenza, passando per tour super turistici in centro città, ristoranti più o meno famosi e locations mozzafiato per una foto acchiappa-like.

Ecco, credo che sia necessario invertire questa tendenza e che ci sia un estremo bisogno di prendere il viaggio come una possibilità di entrare realmente nella cultura di un territorio e farne esperienza al 100%, rallentando i ritmi del viaggio per permettere alla condivisione, alla conoscenza e al rispetto del territorio di manifestarsi completamente. Credo ci sia bisogno di un viaggio rallentato, un viaggio slow, un viaggio che non ti chiede niente ma solo ti culla.

Solo recentemente ho scoperto l’espressione SLOW TOURISM, ovvero una forma di viaggio più lenta, in cui il viaggiatore abbandona i ritmi frenetici e consumistici del viaggiare moderno e si avvicina al territorio per farne esperienza.

Il punto è proprio questa parola, esperienza.

Il viaggiatore lento vuole fare esperienza del territorio e lo fa in diversi modi: lasciandosi guidare dagli abitanti del posto, connettendosi con loro, venendo accolto, scegliendo mezzi di traporto lenti come per esempio la bici, o magari semplicemente camminando o ancora andando a cavallo, se il territorio lo permette. Predilige per esempio prodotti a km zero piuttosto che fast food, predilige un pomeriggio passato a chiacchierare con un anziano signore piuttosto che correre qua e là per la città per vedere tutto quello che si deve vedere.

In poche parole si basa sul rispetto delle persone, della loro cultura e dell’ambiente in cui vivono, dandogli valore.

La Puglia è stata il mio viaggio lento.

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Come ogni mese, eccoci all’appuntamento con un piccolo estratto della newsletter inviata tre mesi fa, ovvero quella di ottobre 2019 che ho dedicato a come r-allentare la tensione a allo slow tourism.

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Vi aspetto 🙂

 

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