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Un giorno nella penisola del Sinis, Sardegna – cosa vedere assolutamente

La scorsa estate mi sono divertita a fare un mini on the road in Sardegna, andando, o meglio, ritornando, nella penisola del Sinis. Questa penisola e tutta la zona del Sinis si trovano in provincia di Oristano, praticamente in quel piccolo pezzettino di terra sarda a forma di apostrofo a metà della costa occidentale della Sardegna.

Non fatevi ingannare da quello che sembra. Nonostante le distanze dai principali poli turistici (Olbia e Cagliari) non siano eccessive, i tempi di percorrenza sono comunque notevoli – scordatevi le autostrade in Sardegna! Ecco che per raggiungere Oristano da Olbia, la mia zona di riferimento e quella che conosco meglio, ci ho impiegato più di tre ore.

[Per qualche informazione in più sulla mia zona, la Costa Smeralda, qui trovi una guida di viaggio completa e stilata dopo ben 25 anni di esperienza, mentre qui trovi le spiagge più belle, e qui i 5 borghi sardi da non perdere nel nord della Sardegna.]

Questa piccola penisola, che si estende in lunghezza per quasi 20 km e in larghezza per un massimo di 8, è comunque un concentrato di cose da vedere, per cui una bella giornata in esplorazione di questa zona è sicuramente una bella scelta!

Le principali attrazioni sono il sito archeologico di Tharros a capo San Marco, il piccolo paesino semi deserto di San Salvatore in Sinis e la bellissima spiaggia di Is Arutas. Ma vediamoli con ordine uno per uno!

Sito archeologico di Tharros

Il sito archeologico di Tharros si trova a capo San Marco, sulla punta meridionale della penisola. L’area archeologica è in realtà un museo a cielo aperto dove è possibile ammirare i ritrovamenti e i restauri di quella che fu la città di Tharros, soprattutto risalenti al periodo romano.

Sull’altra sponda di capo San Marco c’è invece una bellissima spiaggia di sabbia bianca, dominata dalla Torre di San Giovanni, che funge da vedetta e punto di riferimento. Seguendo il percorso sterrato che parte dal parcheggio della spiaggia si può giungere fino alla Torre e ammirare il bellissimo paesaggio che ci ritroviamo davanti agli occhi.

 

San Salvatore in Sinis

San Salvatore in Sinis è un piccolo paesino, molto scenografico e poco abitato. Girando per le sue viuzze sembra di essere stati catapultati in un film western: l’ambientazione, la tipologia delle abitazioni che ricordano i saloon e l’atmosfera quasi desertica contribuiscono fortemente a questo. Non per altro molti film western italiani sono stati girati proprio in questo paesino.

Ma così come durante l’anno San Salvatore è quasi disabitato, durante la festa del patrono si anima di festa, colori e persone. Infatti durante il primo weekend di settembre cominciano i festeggiamenti per San Salvatore appunto che includono la famosa Corsa degli Scalzi, ovvero una corsa fatta il sabato mattina dai fedeli che corrono a piedi nudi – da qui deriva il nome, trasportando la statua del Santo dalla vicina chiesa di Cabras fino alla minuscola chiesa del paese. La domenica sera, al termine dei festeggiamenti, la Corsa degli Scalzi si ripete per riportare la statua di San Salvatore a Cabras.

É un evento pressoché unico, che rivela completamente l’anima del paese. Se avete la possibilità vi stra-consiglio di fare questo tour proprio durante il primo weekend di settembre.

Spiaggia di Is Arutas

L’ultima fermata che vi consiglio è la spiaggia di Is Arutas, una delle più belle e famose dell’intera isola, per concedervi un bel bagno rinfrescante, magari al tramonto. Come dicevo è una delle più famose perché non ci troverete sabbia, ma chicchi di quarzo grandi quanto lenticchie. Per questa sua particolarità viene sempre presa d’assalto dai turisti, ma anche dai sardi stessi.

Rilassatevi sotto il sole, fate un bagno, divertitevi, e ricordatevi di essere viaggiatori responsabili. Non portate via questa sabbia, la bellezza di questo ambiente deve essere tutelata, e nonostante ci siano cartelli a ricordarlo e guardaspiaggia a controllare, si sentono continuamente notizie di bottiglie intere riempite con i chicchi di quarzo e sequestrate in porti e aeroporti. E questa cosa non è bella.

Il fondale è profondo fin dai primi metri ma l’acqua è trasparentissima e permette di avvistare banchi di pesci che nuotano tranquillamente.

 

Credo che trascorrere una giornata nella penisola del Sinis ne valga la pena! Soprattutto perché offre attrazioni diverse tra loro e quindi una giornata varia e piena di cose da vedere e fare!

Conoscete questa penisola? Avete altri consigli da dare?

Se invece avete dubbi e domande, vi aspetto nei commenti 🙂

 

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