Alla scoperta della provincia barese

Eccoci di nuovo in Puglia, per scoprire cosa vedere in provincia di Bari, una delle province più ricche di tutta la regione.

Spoiler: con mio grande rammarico, questo articolo non parlerà di Bari perché purtroppo ancora non ho avuto l’occasione di conoscere questa città (btw ottima scusa per tornare in Puglia!).

In questo articolo mi focalizzerò su cosa vedere nella provincia di Bari, visitando i principali paesi che ho avuto modo di conoscere e ri-conoscere durante il mio ultimo viaggio.

Alcuni di questi, come Polignano a mare e Alberobello, li avevo già visitati durante il mio primo viaggio in Puglia, fatto per un capodanno di tre anni fa quando mi prese voglia di fare più di 1000 km in auto per andare a vedere la prima alba d’Italia al faro di Punta Palascia, in provincia di Otranto.

[Se non mi avete mai sentito parlare di questo viaggio, potete scorrere indietro nella sezione Italia fino a scoprire gli articoli ad esso dedicati. Vi avviso però, risalgono al periodo in cui questo blog era più un diario di viaggio che un blog di viaggi vero e proprio, quindi troverete parole molto personali e meno utili dal punto di vista organizzativo.]

Come dicevo, li avevo già visitati, ma abbiamo voluto tornarci perché vederli ancora non è mai troppo.

Polignano a mare

Devo confessare: Polignano a mare is a long love story.

Credo di essermi innamorata di questo paese ancora prima di visitarlo. Una bellissima sensazione a pelle che è scattata a distanza. Spesso tendo a prendere le distanze da luoghi dai nomi famosi, turistici e caotici (come per esempio nel caso di Alberobello, di cui parlo poche righe sotto!).

Ma con Polignano è impossibile. È uno di quei luoghi che meritano al 100% la fama e il successo.

Come dicevo, la mia prima visita qui risale al capodanno di tre anni fa, era il 31 dicembre e faceva un freddo allucinante. Nonostante il mare tempestoso, la spiaggia completamente vuota, l’aria fredda che ti congela il naso e le mani, è stato comunque bellissimo.

Ritornarci a distanza di anni, a fine estate, quando ancora il sole splende alto e la spiaggia è vissuta, mi ha dato modo di viverlo in un altro momento e comunque ammirarlo per quello che è.

Credo che la parola più giusta che si possa affiancare a Polignano sia poesia.

La bellezza di questo paese si concentra intorno alla caletta principale, dall’acqua azzurra e profonda e circondata da due alte scogliere. Vi consiglio vi recarvi su entrambe le scogliere perché la vista è pazzesca da entrambe le parti, soprattutto se ci andate al tramonto, quando il cielo assume quei colori pastello che lo fanno sembrare zucchero filato.

In particolar modo, dietro la scogliera di destra (guardando la caletta), oltre le viuzze del piccolo centro e la piazza principale quasi a picco sul mare, si ha la vista sulla costa che scende ancora verso sud, allontanandosi da Bari.

In quel momento ero sola perché i miei compagni erano in giro per le vie, e per me è stato un chiaro momento di epifania, un momento in cui ho sentito i brividi e tutte le vibrazioni positive che ogni volta Polignano mi regala.

Sapevo che su Polignano mi sarei dilungata, ma, come ho detto, it’s a long love story!

Consigli gastronomici

  • Pescaria, in piazza Aldo Moro. Divenuto famoso per il panino al polpo (che è una roba m-e-r-a-v-i-g-l-i-o-s-a), continua a sfornare panini al pesce, tartare, fritto e crudo di mare. Non saprei cosa consigliarvi di preciso perché è tutto ottimo. [Ammetto che tre anni fa mi sono fatta più di 1000 km per la prima alba d’Italia, ma anche per il panino al polpo di Pescaria! E ho detto tutto.]
  • Il Super Mago del Gelo Mario Campanella, praticamente all’angolo di piazza Aldo Moro. Questo bar è famoso per essere l’artefice del cosiddetto caffè speciale, ovvero una variante del classico caffè che troverete solo qui a Polignano. Gli ingredienti magici sono cinque: caffè, scorza di limone, panna, zucchero e amaretto. Accostamento azzardato quello di caffè e limone, ma vi assicuro che risulta tutto bilanciato e armonioso.

Monopoli

Questo paese è stata una piacevolissima scoperta. Anch’esso sul mare, ha un porticciolo molto caratteristico, che accoglie piccole barchette azzurre di pescatori proprio al di fuori delle mura che racchiudono il centro storico.

Le vie del centro possono tranquillamente essere scambiate per le vie di un altro paese bianco, infatti anch’esse hanno questa caratteristica cromatica.

Vi consiglio di trascorrere qui il pomeriggio, magari facendo un bagno alla vicina Cala Cerasa (di cui mi hanno parlato molto bene) e poi raggiungere il centro per un giro e magari un aperitivo vista porticciolo.

Alberobello

Famosissima per i trulli, attira turisti da ogni parte del mondo, e infatti anche in questo fine settembre era strapiena di gente. Ma come anticipavo prima, ho sensazioni contrastanti su Alberobello.

Da una parte è da ammirare la bellezza unica dei trulli, abitazioni tipiche, particolari e uniche. Infatti per esempio i simboli che vedrete sui tetti conici simboleggiano l’appartenenza ad una famiglia, quindi ogni famiglia ha il suo simbolo.

Dall’altra però, girando in macchina per la Valle d’Itria, avrete modo di vedere la realtà odierna di queste abitazioni, che non sono perfettamente decorate, in ottimo stato e neanche del tutto funzionanti.

Nelle campagne infatti troverete trulli che sono rimasti esattamente così come erano, malmessi, decadenti, a volte tenuti meglio, a volte abitazioni, a volte usati per riporre oggetti da lavoro.

C’è una doppia realtà sulla situazione dei trulli e vi invito a conoscere entrambe le parti perché, una per un verso e l’altra per l’altro, entrambe sono necessarie per poter comprendere al meglio Alberobello.

Gioia del colle

Purtroppo a Gioia del Colle sono stata solo di passaggio perché dicono che qui ci siano i migliori caseifici. La mia sosta in questo paese è durata giusto il tempo di entrare in due caseifici diversi, prendere mezzo chilo di mozzarelle in uno e mezzo chilo di fiordilatte nell’altro, mangiare tutto – rigorosamente per strada, e ripartire.

Per quel poco che ho potuto vedere mi è sembrato un paese fatto di cose semplici, senza il caos delle grandi città e lontano dal clamore e dal turismo di massa di altri paesi dai nomi più famosi.

Non posso affermare con assoluta certezza che Gioia del Colle valga un viaggio, ma posso dirvi per certo che i suoi caseifici sì!

Ostuni

Anche se Ostuni è in realtà in provincia di Brindisi, ho voluto comunque inserirlo in questo articolo perché è stato tappa del mio viaggio e rientra benissimo come stop di un eventuale viaggio alla scoperta della provincia barese, viste le distanze minime tra un paese e l’altro.

Ostuni è famosa per essere la città bianca, anche se non è l’unica. Infatti come già raccontato riguardo i paesi della Valle d’Itria, molti paesi della zona hanno il centro storico che è un dedalo di viuzze bianche che si incastrano tra loro, alcuni più grandi di altri e più o meno decorati con fiori sui davanzali. Ma tutti bianchi.

La bellezza di Ostuni probabilmente sta nella sua collocazione geografica, collocato su tre colli a pochissimi km dal mare – meno di 10.

Il consiglio migliore che posso dare è di girarlo completamente a piedi, partendo dalle mura, per poi addentrarsi nell’interno, attraversare la piazza principale, sempre piena di turisti, scoprire vicoletti caratteristici e ammirare il mare lontano da una delle terrazze orientate a est.

 

Ci sono altri paesi nella provincia di Bari che meritano una visita?

Vi aspetto nei commenti coi vostri suggerimenti, visto che comunque in questa zona ci dovrò tornare proprio per visitare Bari!

Se invece avete dubbi o domande su questo articolo, vi aspetto comunque nei commenti 🙂

 

 

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